Milano – Cocaina, 5 arresti: studentessa della Bicocca capo della banda

Ha solo 25 anni, ma gestiva un grande traffico di droga nell’hinterland milanese. Era lei a tenere i contatti con il Perù, a ordinare la droga e a gestire i corrieri, con la collaborazione della madre. Arrestata, assieme a 4 complici, per mano della Guardia di finanza. Ora rischia 15 anni di carcere

1 APRILE 2016

di Redazione

MILANO – Era la mente di un’organizzazione potente e organizzata, dietro l’aria da insospettabile studentessa dell’Università Bicocca di Milano. Rocio Andrea Avila Quispe, 25 anni appena compiuti, è stata arrestata questa mattina. Secondo i magistrati era lei a mantenere i contatti col Perù, a ordinare la droga e a coordinare i corrieri per la distribuzione in varie zone dell’hinterland milanese e per lo spaccio. Anche la madre della studentessa, all’occorrenza, dava una mano a confezionare le dosi. Felicita Isabel Quispe Lazaro però, 47 anni, è ancora a piede libero, seppur indagata.

Le indagini

La cocaina, purissima, arrivava dal Perù e veniva nascosta dentro confezioni di fiocchi d’avena e gelatine. I corrieri avevano solo il compito di atterrare al city airport di Linate, consegnare i pacchi e ripartire per il Sudamerica. La droga veniva poi presa in consegna e partiva per le piazze principali del Nord, in particolare in provincia di Milano. Un traffico assai redditizio, stroncato dagli uomini della Guardia di finanza di Milano, Napoli e Pavia. Nel corso delle indagini, avviate nel 2014, erano stati arrestati 6 corrieri e sequestrate diverse partite di cocaina: 2,3 chili a Linate e quasi 6 chili al casello autostradale di Melegnano. Ma nonostante gli arresti, la studentessa senza scrupoli non ha messo di ordinare droga e spacciare.

Gli ultimi arresti

Ora anche gli ultimi 5 componenti della banda sono finiti in manette, su ordine del Gip di Milano Roberta Nunnari. Sono tutti sudamericani e tutti residenti nell’hinterland milanese. Sono considerati la ‘testa di ponte’ italiana di un’organizzazione internazionale con ramificazioni in molte nazioni. La studentessa 25enne rischia 15 anni anni di carcere.