Eutimio Mucilli (commissario straordinario che diede il via libera alla superstrada Vigevano-Malpensa) è indagato dalla Procura di Milano per una presunta tangente per i lavori della Statale ‘Tremezzina’ sul lago di Como
MILANO – C’è anche Eutimio Mucilli, che come commissario straordinario del governo diede il via libera al nuovo progetto della superstrada Vigevano-Malpensa (che attraversa i territori di Abbiategrasso, Robecco sul Naviglio e Magenta), tra gli indagati dalla Procura di Milano per una presunta tangente per i lavori sulla Statale ‘Tremezzina’, sul lago di Como.
La Procura: “Tangente sull’appalto”
Secondo i pubblici ministeri Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalieri, Mucilli e altri dirigenti Anas avrebbero percepito denaro sotto forma di una tangente dal consorzio che si era aggiudicato l’appalto per i lavori sulla Statale, senza che sia emerso il tipo di prestazione professionale eseguita per giustificare tali versamenti.
Sul lago di Como
Mucilli è subentrato nella direzione progettazione e realizzazione lavori di Anas (che diede il via ai lavori sulla ‘Tremezzina’) nel 2019. Prima di lui l’incarico era ricoperto da un altro dirigente Anas, Stefano Liani, anche lui indagato. Le indagini sono ancora nelle fasi iniziali e per Mucilli, come per gli altri indagati, vale il principio di innocenza.
La superstrada
Eutimio Mucilli è noto sul nostro territorio per essere stato il commissario straordinario nominato nel 2021 dal Governo per la superstrada Vigevano-Abbiategrasso-Magenta (va precisato che nell’inchiesta della Procura di Milano non c’è alcun riferimento all’appalto per la superstrada: la presunta tangente è riferita solo alla ‘Tremezzina’). Nel dicembre del 2023, fu lui a dare il via libera definitivo al nuovo progetto dell’Anas, dopo che il precedente era stato di fatto dichiarato illegittimo dal Tar della Lombardia, in seguito al ricorso di due coltivatori diretti di Robecco sul Naviglio contro l’esproprio dei loro terreni.
Il nuovo progetto
Il nuovo progetto, la cui redazione ha tenuto conto di alcune proposte di mitigazione ambientale ed è meno impattante sul territorio rispetto a quello originario, non è ancora entrato nella fase esecutiva: tre Comuni del territorio, il Parco del Ticino, Città Metropolitana e alcuni comitati e associazioni di cittadini hanno presentato un ricorso al Tar della Lombardia, che si è però dichiarato incompetente e ha mandato tutte le carte al Tar del Lazio. Una decisione è attesa entro la fine dell’anno.






