Il Tribunale amministrativo della Lombardia accoglie il ricorso di due agricoltori di Robecco e Cassinetta. Annullata la delibera del Cipe, che stanziava i finanziamenti per la Superstrada Vigevano-Malpensa. Tutto da rifare

1 FEBBRAIO 2020

di Attilio Mattioni

ALTOMILANESE – La superstrada Vigevano-Malpensa (che avrebbe dovuto collegare Abbiategrasso-Robecco-Magenta) torna in alto mare. Il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia ha infatti accolto il ricorso di due coltivatori diretti (Ernesto Beretta di Robecco e Pietro Baroli di Cassinetta di Lugagnano), contro la delibera del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) del 28 febbraio 2018, che sbloccava i fondi per l’opera.

Esproprio illegittimo

Per i due coltivatori, l’esproprio dei loro terreni agricoli, effettuato per consentire la realizzazione della superstrada, era illegittimo, perché, la legge prevede che al massimo dopo otto anni dall’esproprio l’infrastruttura debba essere realizzata. Dopo oltre un anno e mezzo di battaglia legale, Beretta e Baroli si sono visti dar ragione. Con una sentenza depositata nella tarda serata di ieri, i giudici amministrativi (Italo Caso, Presidente, Silvana Bini e Alberto Di Mario Consiglieri) hanno deciso che la delibera va annullata e hanno assegnato ai due coltivatori diretti, rappresentati dall’avvocato Luca Lucini di Lodi, il rimborso delle spese legali.

La palla al Ministero e alla Regione

Ora tutto torna davvero in forse: con l’annullamento della delibera il cronoprogramma che prevedeva la gara d’appalto entro l’estate e l’apertura dei cantieri entro l’anno diventa carta straccia. Occorrerà ora vedere cosa decideranno di fare il Ministero delle Infrastrutture e Regione Lombardia. Se faranno ricorso al Consiglio di Stato, tutto potrebbe ancora cambiare. L’unico dato di fatto, a oggi, è che la superstrada non si farà.

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