La Svizzera, per un giorno, soffia all’Italia il primato della nazione più moralista dell’Occidente. L’Associazione Insegnanti si scaglia contro una giovane maestra del Canton Argovia, che ha pubblicato su Instagram le sue foto in bikini per combattere il cosiddetto ‘body shaming’. Nel 2016, in Italia, il caso Anna Ciriani, la prof sospesa per aver sfilato con le poppe al vento

10 SETTEMBRE 2017

di Redazione

AARAU (SVIZZERA) – Una giovane maestra del Canton Argovia, nella Svizzera settentrionale, è finita in mezzo alle polemiche per aver pubblicato le proprie foto (peraltro molto sobrie) in bikini. La docente si chiama Morena Diaz e ha 24 anni. Le immagini in costume a due pezzi – diventate pubbliche sul suo profilo Instagram, seguito da 64.000 followers – non sono piaciute alle altre insegnanti. Il presidente dell’associazione di categoria del Canton Argovia, in un’intervista a un quotidiano elvetico, ha infatti affermato: “Le foto potrebbero dare un’immagine sbagliata ai genitori degli scolari”. Aggiungendo che, se tutte le maestre iniziassero a usare i social network in questo modo, gli alunni potrebbero ricevere un’influenza negativa e iniziare a pubblicare foto simili, anche solo per imitazione. Morena Diaz, che insegna in una scuola elementare, pubblica di norma foto che la ritraggono in abiti casual oppure in costume, quando è a mare. Quelle immagini in bikini, ha spiegato la maestra alla stampa – hanno come obiettivo quello di ‘lottare contro il ‘body shaming‘, ovvero la vergogna di mostrare il proprio corpo, diffusa soprattutto tra gli adolescenti. Il dirigente scolastico della scuola in cui insegna Diaz, tuttavia, non sembra voler raccogliere la tesi dell’Associazione dei docenti e spezza difende la sua insegnante, confermandola nell’incarico anche per l’anno 2017-2018. Non è la prima volta che una docente finisce sotto accusa per le proprie foto. Era capitato – ma il caso è un po’ diverso – anche ad Anna Ciriani, che fu sospesa per aver sfilato, poppe al vento, al ‘Festival dell’eros’ di Berlino.

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