Il professor Nicola Mumoli preoccupato per la terza ondata: “Non abbiamo ancora smaltito i pazienti della seconda fase, medici e infermieri sono allo stremo”

20 DICEMBRE 2020

di Francesca Ceriani

MAGENTA (MILANO) – Se a gennaio ripartiranno i contagi e si verificherà la tanto temuta ‘terza ondata’, sarà un disastro. Non ha dubbi Nicola Mumoli, primario di Medicina dell’ospedale ‘Fornaroli’ di Magenta, più volte intervistato in queste settimane anche da ‘La 7’.

Terza ondata: gli ospedali non sono pronti

Il nosocomio magentino, assieme a quelli di Legnano e Abbiategrasso, è stato in prima linea nella lotta contro il Coronavirus, mentre quello di Cuggiono avrebbe dovuto essere l’ospedale Covid free del territorio, ma così non è stato. Ancora oggi, a Magenta si contano 4 reparti aperti, con un centinaio di degenti, mentre 3 sono i reparti Covid ad Abbiategrasso, con 85 pazienti. Numeri alti, soprattutto se raffrontati con quelli della prima ondata. “Il 21 maggio – spiega il professor Mumoli – abbiamo chiuso l’ultimo reparto Covid a Magenta e da quel momento, durante la prima fase, i ricoveri sono cessati. Oggi la situazione è diversa: i ricoveri calano, certo, ma sono comunque in media uno o due al giorno. Questo significa che se a gennaio dovesse presentarsi la terza ondata, si intersecherà con la seconda, di cui non abbiamo ancora smaltito i pazienti”.

I pericoli della terza ondata

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I pericoli di una terza ondata, quindi, sono duplici: da una parte i reparti ancora occupati dai pazienti ricoverati nella seconda ondata, dall’altra il personale sanitario allo stremo. “Se ci sarà la terza fase del virus, sarà un vero e proprio disastro – commenta Mumoli – Abbiamo tutti paura e siamo tutti stanchi. Siamo in guerra, ma ci mettiamo l’anima: i medici stanno rinunciando a ferie e riposi per curare i malati”.

Natale? A casa

E sul Natale, il primario magentino è tranchant: “Quando sento parlare del Natale dico a tutti una sola cosa: quest’anno il panettone mangiamocelo a casa. Capisco che sia importante salvaguardare l’economia, ma ora la priorità deve essere eliminare il virus. E siamo molto arrabbiati per le immagini che abbiamo visto di assembramenti fuori dai negozi e per le strade dei centri cittadini. Io per primo non andrò a trovare, durante le festività, i miei genitori anziani. Se l’unico modo per far stare in casa le persone è quello di prendere provvedimenti più duri, mi auguro che venga istituita la zona rossa per tutta l’Italia”. Il messaggio dunque è chiarissimo: per quest’anno saltiamo Natale e Capodanno.

L’appello al senso civico

“Cerchiamo di essere responsabili, rispettiamo i molti morti causati dal virus, i malati e il personale sanitario – conclude Mumoli – Questo significa avere senso civico e solo con una maggiore correttezza sociale eviteremo di avere una terza ondata violenta. Io, per esempio, mi sono ammalato e ho preso il Covid perché ho curato chi quest’estate se n’è fregato. Tutti ci auguriamo che la terza ondata non arrivi perché, al contrario, la situazione diventerà davvero drammatica”

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