Arconate-Milano e ritorno: Tina Parotti, la vita e le opere

Tina Parotti è un’artista, anche se non ama essere definita così. Ha dipinto opere bellissime, entrate a pieno titolo nell’arte contemporanea. Ha esposto a Milano, a Venezia e a Londra. Vive ad Arconate

di Maria Teresa Maggiolini

ARCONATE (MILANO) – Sabato 8 ottobre si è celebrata in tutta Italia la Giornata del Contemporaneo, iniziativa che da 19 anni promuove arte e artisti del nostro tempo a partire dal secolo scorso, il Novecento, fino ai nostri giorni. Questa grande manifestazione è promossa dall’Amaci (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani) e coinvolge gallerie, fondazioni e istituzioni diverse, pubbliche e private. Lo scopo è far conoscere le forme d’arte e gli artisti che ricercano nuovi linguaggi e avvicinare un pubblico forse diffidente e un po’ prevenuto. A me è venuta in mente Tina Parotti.

Tina Parotti

I nostri lettori già si chiederanno che c’entra questa notizia così lontana dalla cronaca quotidiana, ma proprio questa notizia ha fatto scattare nella memoria di chi scrive un nome e un fatto legati proprio al nostro territorio: Arconate e Tina Parotti. Il mio ricordo va al 2016, epoca pre Covid ma non proprio preistoria: anche allora l’avvenimento artistico nazionale era la Giornata cel Contemporaneo e Tina Parotti festeggiava i 10 anni dell’apertura della casa di famiglia, tra via Buscate e la cascina San Luigi, a museo d’arte con opere sue e di giovani artisti; contemporaneamente ricordava i suoi cinquant’anni di pittura.

L’ARTISTA TINA PAROTTI

Vita da artista

Era il 1966 quando iniziò a dipingere, lavoro (sì, lavoro) non facile, come non fu facile gestirlo con una famiglia e l’attività di insegnante, incomprensioni e poco spazio. Non una novità, quando si parla di donne, anche se oggi i tempi sono un po’ migliorati. Tra alti e bassi Tina trovò comunque il modo e il tempo di dipingere, aprire una galleria in centro a Milano (in via Statuto, nel 1999). E di farsi notare da artisti e galleristi, esporre anche a Londra, alla Biennale di Venezia e altro ancora.

Milano e ritorno

La vita non va sempre come vorresti e se le soddisfazioni non mancavano, neppure i problemi; di qui la decisione di chiudere la galleria a Milano e di aprire la sua casa per farne una galleria permanente, così da ospitare tutti i suoi lavori e poter condurre in porto quelli di grande formato, quelli più direttamente ispirati alla natura: sole, lune, grandi forme espressive.

Il pane

Dal 2006 quella fu la sede dell’attività. Anche il 2014 fu un grande momento, con l’argomento del pane. Ispiratore della Giornata era l’artista Adrian Paci e Tina si sbizzarrì, riempendo il tavolone della grande stanza a pianterreno con forme di pane d’ogni dimensione. Che con speciale procedimento si potevano conservare, incorniciare, mettere ben in vista come soprammobile. Io ne conservo una, una ‘michetta’ d’altri tempi.

Andare avanti

Dopo che l’annuncio su larga scala della Giornata del Contemporaneo fatto da quotidiani, riviste, tv e siti web aveva prodotto in me il ricordo di cui ho scritto, ho deciso di prendere il telefono e ho chiamato direttamente Tina Parotti. Premesso che siamo amiche, ma ci frequentiamo poco da un punto di vista ‘mondano’; siamo anche parenti con la famiglia di Adelio Pisoni, suo marito, mancato a marzo 2020, purtroppo senza ricordo pubblico causa Covid, ma da sempre legato a noi. Tina l’ha assistito amorevolmente e la sua mancanza ha profondamente inciso a tutt’oggi sulla sua capacità e soprattutto sulla voglia di andare avanti.

Le lune

Soltanto l’insistenza (eufemismo) di un’amica di vecchia data, gallerista a Novi Ligure, l’ha convinta a fare dopo tre anni una sua personale con le opere di piccolo formato, le lune. Le lune sono state la sua ‘ossessione’ per molto tempo, alla ricerca di nuova luce e colore per farne intravvedere meglio il mistero. “Ho ceduto alle insistenze ma non ho più motivazioni per creare qualcosa di nuovo”.

L’auspicio

Questa è stata la conclusione della nostra chiacchierata al telefono e Tina mi perdonerà certamente se ne ho fatto un uso improprio. Non intendevo fare un ritratto d’artista, tanto più che Tina ha sempre rifiutato questa attribuzione, preferendo vedersi come artigiana tra tanti. Ma se serve a far sì che torni a riprendere in mano pennelli, matite, penna e altro, allora ben venga.

Ultime notizie

Sempre nel campo delle mostre Tina è stata invitata ad Anacapri, luogo prestigioso ma la fatica che costa la scelta delle opere, la spedizione, le assicurazioni l’hanno facilmente convinta a rifiutare. Gli organizzatori hanno proposto allora un’alternativa al passo coi tempi: una proiezione su grande schermo di opere a sua scelta. Accettata subito, grande impatto visivo e soddisfazioni reciproche.