Succede a Mesero, nel Milanese, dove anziani e invalidi devono a recarsi in altri paesi per comprare un ticket. Ma come fanno, se hanno difficoltà a muoversi?

10 LUGLIO 2018

di Riccardo Sala

MESERO (MILANO) – Nessuno a Mesero, nel Milanese, vende più i biglietti dell’autobus e i cittadini sono costretti ad andare a comprarli nelle vicine Marcallo o Inveruno. Questa l’ennesima situazione paradossale nella ‘città’ di Mesero, che negli ultimi 5 anni non riesce a garantire un comodo accesso a ticket e abbonamenti per il trasporto pubblico. Dopo la chiusura dell’ultimo rivenditore autorizzato, infatti, nessun’altra attività si è occupata di stipulare una convenzione con le aziende del trasporto pubblico per la rivendita dei biglietti.

L’assenza di alternative

Ed è così che i meseresi sprovvisti di automobile devono fare i salti mortali per poter uscire dal paese. D’altronde, è facile capire perché, senza un mezzo motorizzato, sia molto difficile spostarsi fuori dal paese. Mesero non ha una stazione ferroviaria (per la quale bisogna raggiungere Magenta o Castano Primo) e le piste ciclabili, pure incomplete, permettono solamente di andare a nord e sud. Neanche sul fronte dei pullman c’è una grande scelta, ma almeno si permette il movimento alle persone impossibilitate a compiere sforzi fisici sulle due ruote (come anziani o disabili). L’unica linea dei bus che ferma in paese è la Castano Primo-Magenta, che permette ai meseresi di raggiungere i comuni di Cuggiono, Inveruno, Buscate, Marcallo, Castano e Magenta.

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La ‘fuga’ nei paesi limitrofi

Il problema è che, mancando un punto vendita dei biglietti in paese, ci si trova costretti a dover raggiungere i comuni limitrofi per poter acquistare biglietti e abbonamenti. Se il disagio è ridotto per chi possiede un’auto, una moto o una bicicletta, diventa pesantissimo per chi confida nel pullman come unico trasporto utilizzabile. Parliamo sempre di anziani e disabili (i quali si trovano a dover rinunciare alla propria indipendenza e chiedere aiuto a terzi), ma anche adulti e ragazzi che usano sporadicamente il trasporto pubblico.

Le conseguenze

Chi glielo fa fare di cercare un passaggio per Inveruno o Marcallo solo per comprare uno o due biglietti? Più comodo, e a volte inevitabile, ‘scroccare’ una corsa gratis e poi acquistare il ticket di ritorno al punto d’arrivo. La conseguenza è che ci perdono i meseresi, i negozi del paese e le ditte che gestiscono il trasporto pubblico locale.

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