Il comune invia una lettera ai cittadini ma il testo della petizione è diverso dall’originale

O una mozione d’urgenza o una denuncia contro il consiglio comunale. Sono piuttosto arrabbiati (ma soprattutto determinati) i Grillini dopo la “mancata” convalida della loro petizione, arrivata in consiglio comunale proprio perché almeno 200 persone firmatarie, come chiedeva il regolamento, l’hanno firmata. Nell’ultima seduta, però, incomprensioni politiche e burocratiche hanno giocato contro la sua accoglienza, avvenuta nonostante i buoni propositi avanzati anche dalla maggioranza. La petizione, infatti, doveva essere votata integralmente e non emendata. Invece la sua presa d’atto è avvenuta solo vocalmente e per di più anticipata da una lettera su proposta del sindaco. Tutti d’accordo finché la missiva è arrivata nelle case dei Turbighesi senza rispecchiare l’anima della petizione. “Avremmo dovuto quantomeno accordarci sul testo della missiva, che non accenna neanche alla petizione né riporta – dichiarano i Cinque Stelle – quanto chiedeva, ovvero assemblee pubbliche affinché i cittadini potessero fare proposte su come investire i 5 milioni e 200 mila euro arrivati dall’Iren. La lettera, invece, obbliga il cittadino pure a “schedarsi”, a riportare le proprie generalità se vuole scrivere al Comune le sue idee. Per questo ci siamo rivolti al segretario comunale, che ci ha spiegato che tutti i punti all’ordine del giorno devono essere sempre votati ma che sulle petizioni purtroppo il regolamento non è sempre chiaro. Per rimediare al qui pro quo, proporremo allora una mozione d’urgenza che dovrà essere votata, nel rispetto di quanti hanno firmato. Se no potremmo vagliare la possibilità di denunciare quanto accaduto, perché quando si va in consiglio non si può decidere al momento, ci sono sempre regole ben precise da seguire”. Tutte le forze in campo, dalla Lega alla “Turbigo che vogliamo”, avevano già visto lontano, avvisando i Cinque Stelle che la lettera altro non sarebbe stata che un escamotage da campagna elettorale. “Beffata” così anche la stessa opposizione di Utdv, che in consiglio comunale ha presentato la petizione aderendovi a sua volta ma accogliendo la controproposta del sindaco.    V.V.

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