Turbigo, “Moschea Essa” sbugiarda il sindaco: “Mai chiesto un immobile gratis, basta fandonie”

L’avvocato di Moschea Essa Luca Bauccio contesta la ricostruzione del sindaco Allevi e rilancia un appello al dialogo tra cattolici e musulmani: “Basta propaganda cattolici e musulmani non sono nemici”.

di Martino Giussani

TURBIGO (MILANO) – Dopo le dichiarazioni del sindaco Fabrizio Allevi in seguito all’ordinanza del Tar Lombardia, sabato 1° agosto l’avvocato che segue l’associazione Moschea Essa, Luca Bauccio, ha convocato una conferenza stampa all’Hotel Diamante di Corbetta per contestare punto per punto la ricostruzione del primo cittadino, accusandolo di aver diffuso “un’interpretazione totalmente falsata, propagandistica e retorica” della vicenda.

La replica di Bauccio e Moschea Essa al sindaco

Il legale ha contestato l’affermazione del sindaco, secondo cui l’associazione avrebbe chiesto un immobile comunale “in modo permanente e gratuito”. “L’associazione Moschea Essa – ha dichiarato Bauccio – non ha mai chiesto l’attribuzione di un immobile a titolo gratuito. Questa è la prima fandonia che il sindaco di Turbigo ha detto”. L’associazione ha chiesto al comune di individuare un’area urbanisticamente idonea, ribadendo che Moschea Essa è pronta a sostenere i costi della realizzazione del luogo di culto.

Un’affermazione che trova riscontro anche nella documentazione presentata dall’associazione. Nell’istanza depositata il 4 febbraio 2025, infatti, Moschea Essa chiede al Comune “l’individuazione di un’area o di uno spazio da destinare stabilmente a luogo di culto”, dichiarandosi inoltre disponibile ad avviare un tavolo di confronto con l’Amministrazione. Nel documento non compare alcun riferimento alla gratuità dell’eventuale concessione.

Principio di reciprocità e la difesa del Tar

L’avvocato ha inoltre contestato il richiamo al principio di reciprocità utilizzato dal sindaco nelle sue dichiarazioni, definendolo “giuridicamente infondato” e sostenendo che i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione non possano dipendere dal trattamento riservato ai cittadini italiani in altri paesi.

Durante la conferenza stampa Bauccio ha difeso anche l’operato del Tar Lombardia, respingendo le critiche rivolte ai giudici e ricordando che “hanno applicato la legge” e non preso una decisione per favorire una parte.

Appello all’unità tra cattolici e musulmani

 “Non possiamo continuare a mettere contro cattolici e musulmani – ha affermato Bauccio -. I cattolici non sono contro i musulmani e i musulmani non sono contro i cattolici. I musulmani non vogliono togliere niente a nessuno, chiedono soltanto di poter esercitare un diritto garantito dalla Costituzione”.