Sull’omicidio di Emanuel Rroku, avvenuto a Turbigo nel 2022, il collaboratore Francesco Bellusci collega Rigels Gjinaj alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo: “Ho riconosciuto la pistola che ha sparato”
TURBIGO (MILANO) – Sull’omicidio Rroku, il delitto del 16 settembre 2022 costato la vita al 23enne Emanuel Rroku, il collaboratore di giustizia Francesco Bellusci ha aggiunto oggi al processo Hydra un elemento pesantissimo: Rigels Gjinaj, l’uomo condannato per l’omicidio, sarebbe stato «uno dei nostri», cioè una persona a disposizione della locale di ’ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. Bellusci ha inoltre raccontato di aver visto e avuto tra le mani, pochi giorni prima del delitto, la stessa pistola che avrebbe poi riconosciuto nelle immagini pubblicate dopo l’omicidio.
«Rigels era uno dei nostri»
Secondo Bellusci, a spiegargli il ruolo di Gjinaj sarebbe stato Giacomo Cristello. Il collaboratore ha riferito che Cristello gli avrebbe detto che Rigels era uno di loro, uno da chiamare in caso di bisogno lui, c’era sempre per la locale di Legnano». Un’affermazione molto pesante, perché inserisce il killer di Rroku in un contesto diverso da quello finora emerso nelle cronache giudiziarie: non soltanto un uomo armato e violento, ma una persona che, secondo il racconto di Bellusci, sarebbe stata disponibile per la struttura di ’ndrangheta dell’Alto Milanese. Bellusci ha poi ricostruito ciò che sarebbe accaduto la sera dell’omicidio. Prima di raggiungere Turbigo, Rigels sarebbe passato dal bar di Cristello a Buscate. Secondo il collaboratore era già armato.
La telefonata e la lite a Turbigo

A un certo punto Gjinaj avrebbe ricevuto una telefonata. A Turbigo, durante una festa di compleanno, un uomo italiano conosciuto come Giovanni, detto “Katanga”, stava creando problemi. Bellusci lo ha descritto come una persona molto vicina a Rigels, «sempre con lui», dedita alla cocaina e anche allo spaccio. Quella sera, secondo il racconto reso in aula, Katanga stava litigando con la moglie e le avrebbe messo le mani addosso. Alcuni giovani albanesi presenti sarebbero intervenuti per difendere la donna. Fra loro c’era Emanuel Rroku. A quel punto sarebbe arrivato Gjinaj. Ne sarebbe nata una discussione e poi il colpo di pistola che uccise il 23enne.
La pistola vista pochi giorni prima
Ma è soprattutto sull’arma del delitto che la deposizione di Bellusci aggiunge un dettaglio molto forte. Il collaboratore sostiene infatti di avere visto quella pistola due o tre sere prima dell’omicidio. Ha raccontato di essere stato a cena con le figlie al ristorante Da Mariuccia, a Malvaglio, quando Rigels avrebbe cominciato a litigare con un suo connazionale, fino ad estrarre l’arma.






