Politica – Il sindaco parla in chiesa dal pulpito, il parroco glielo permette

Siamo alla frutta in quel di Turbigo, nel Milanese, dove il sindaco non si accontenta di parlare durante il consiglio comunale, ma vuole farlo anche durante la messa

22 MAGGIO 2018

di Vanessa Valvo

TURBIGO (MILANO) – “Le problematiche amministrative vanno spiegate in consiglio comunale, non sull’altare della chiesa”. E’ questo uno dei commenti più ricorrenti a Turbigo, nel Milanese, dopo il discorso tenuto dal sindaco Christian Garavaglia dal pulpito della chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, alla fine della messa di domenica mattina. Non tutti, evidentemente, hanno apprezzato l’intenzione del primo cittadino che, in occasione della Festa di San Vincenzo, ha voluto spiegare ai partecipanti la situazione dell’illuminazione pubblica.

Paese al buio

E così, nel tentativo di giustificare una disastrosa gestione amministrativa che sta andando avanti da mesi, il sindaco di Fratelli d’Italia si è spinto un po’ oltre. L’occasione, infatti, a molti non è sembrata per nulla adatta a un intervento politico, anche se le spiegazioni ufficiali erano dovute: nella giornata dedicata al patrono del paese proprio la via San Vincenzo sarebbe stata completamente al buio. E’ cosi da almeno tre mesi, in realtà, ma domenica sera il disagio sarebbe emerso particolarmente. Il sindaco ha così approfittato del momento per scusarsi dell’oscurità che avrebbe accolto la fiaccolata prevista in serata.

Fedeli in rivolta

Ma il primo cittadino ha fatto di più, cercando di scaricare le proprie responsabilità: “L’amministrazione comunale è arrabbiata per questa situazione e, se non si risolverà, ricorrerà alle vie legali”. Un discorso che ha indispettito parecchi cittadini: tra un brusio e l’altro, qualche fedele è pure uscito dalla chiesa. “Un commento politico che non andava fatto in chiesa – ha dichiarato Antonella Bonetti, consigliere comunale di Turbigo da Vivere – anche perché ci sono stati altri momenti d’incontro durante la tre giorni di festa più consoni per esprimere il suo rammarico, se proprio ci teneva. Di certo un luogo di culto, dove la politica non dovrebbe essere coinvolta a prescindere, non è il posto adatto per avvisare la cittadinanza di un disservizio, entrando pure nel vivo di un contenzioso. Quando, tra l’altro, bisognerebbe approfondire a monte per sapere davvero di chi siano le responsabilità. D’altronde è l’amministrazione che ci ha portati in questa situazione, estranea ai Comuni vicini che si sono affidati nello stesso modo a un project financing”.

L’ironia dei ‘grillini’

“La chiesa, cosi come Facebook, non sono luoghi preposti a dare comunicazioni istituzionali ai cittadini – spiega il Movimento 5 Stelle – anche perché – non tutti utilizzano i social network e non tutti vanno a messa”. Segue chiosa: “Certo, sempre meglio che da un balcone”.