23enne di Vanzaghello salva le immagini a luci rosse di una 18enne di Samarate e poi la ricatta. Caduto in una trappola dei Carabinieri, viene denunciato per tentata estorsione. A settembre il processo. Tutto era cominciato in internet, con una conversazione che via via si era fatta sempre più bollente, fino all’invio di foto hot

9 AGOSTO 2016

di Deborah Alì

VANZAGHELLO (MILANO) – “Se non fai sesso con me, pubblico le tue foto a luci rosse”. Un ricatto in piena regola, quello avanzato da un 23enne di Vanzaghello ai danni di una 18enne di Samarate, conosciuta in internet su Snapchat. Il giovane, ora, è nei guai: è stato denunciato dai Carabinieri per tentata estorsione.

I fatti

I due ragazzi si erano conosciuti utilizzando Snapchat, un’applicazione in voga tra i giovanissimi che permette di scambiarsi foto e brevi video della durata massima di 10 secondi. Dopo un primo momento di chiacchiere, la situazione tra i due si è fatta sempre più bollente, fino a quando il vanzaghellese ha chiesto alla 18enne di mandargli le sue foto hot. A quel punto la ragazza di Samarate lo ha assecondato e gli ha inviato foto e video in cui era seminuda, convinta che una volta giunte sul cellulare del giovane si sarebbero cancellate nel giro di una manciata di secondi.

Il trucco

Ma il 23 enne vanzaghellese, studente universitario e incensurato, aveva eluso la principale caratteristica dell’applicazione (ovvero il fatto che i contenuti multimediali si cancellano dopo pochi secondi) facendo le foto dello schermo del suo cellulare e salvando gli scatti nella memoria dello smartphone. Una tecnica ormai assai diffusa e chiamata, con un temine inglese, ‘screenshot’.

Il ricatto

Col passare del tempo il comportamento del ragazzo si è fatto sempre più pressante e molesto. Le sue richieste, dallo scorso 18 luglio, si erano fatte sempre più frequenti e molto più esplicite. Nel giro di tre giorni lo studente ha raggiunto il suo obbiettivo e cioè quello di conoscere una giovane ragazza prima e di farsi mandare delle foto senza vestiti, dopo. Un volta ottenuti i fotogrammi compromettenti, il giovane avrebbe iniziato a minacciarla. Il ragazzo avrebbe ricattato la sua vittima, dicendole che se non avesse avuto un rapporto sessuale completo con lui, egli avrebbe diffuso tutti gli screenshot tra gli amici e in rete.

La denuncia

La giovane, impaurita dalla situazione che si era venuta a creare, ha deciso di rivolgersi subito ai Carabinieri di Samarate, che hanno organizzato una ‘trappola’. Mercoledì 20 luglio i due si sono dati appuntamento e nella serata si sono incontrati. Ad attendere il giovane di Vanzaghello, però, c’erano anche i militari della stazione dei Carabinieri di Samarate, che lo hanno prima identificato e poi denunciato per tentata estorsione.

Il processo

Il processo al giovane studente vanzaghellese si aprirà con ogni probabilità a settembre, sempre che l’indagato non dovesse optare per riti alternativi, quali il patteggiamento. In questo caso, ammettendo le sue responsabilità, potrebbe beneficiare di uno sconto di pena. Il reato contestato, tentata estorsione, è disciplinato dall’articolo 629 del codice penale, che recita: “Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da 5 a 10 anni e con la multa da euro 1.000 a euro 4.000″.