Si era dimesso dalla carica di sindaco per motivi di salute e aveva ricevuto comprensione e solidarietà dall’intero mondo politico locale. Ma oggi Leopoldo Giani (sindaco Pd di Vanzaghello) ci ripensa e torna sui suoi passi. La vicenda, che sembrava seria, scivola nella farsa. Domani in edicola tutti i retroscena

7 LUGLIO 2016

di Redazione

VANZAGHELLO (MILANO) – Il comunicato stampa è laconico: “Come noto, ho rassegnato, con rammarico, per motivi legati alla condizione personale di salute, le dimissioni dalla carica di sindaco del comune di Vanzaghello in data 22 giugno 2016. Nei giorni successivi ho ricevuto numerose attestazioni di solidarietà e di apprezzamento da cittadini e da amministratori di altri comuni della zona. Quindi, sollecitato dal rinnovato impegno espresso dai componenti della giunta e del gruppo consiliare al perseguimento di obbiettivi di efficiente amministrazione attraverso una rimodulazione delle deleghe, e anche al fine di evitare  l’inevitabile limitazione dell’azione amministrativa derivante dalla gestione commissariale, sono giunto alla determinazione di revocare le dimissioni in data 7 luglio 2016″. Difficile che la solidarietà ricevuta abbia risolto i problemi di saluti, salvo attribuire ai sindaci del Castanese poteri taumaturgici. E allora, cos’è successo. L’impressione è che la faccenda, apparsa all’inizio molto seria, stia scivolando nella farsa. Domani in edicola tutti i retroscena.

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