Cronaca – Prete ricattato da video porno: 2 condannati, omertà nella Chiesa

Sacerdote viene filmato e poi ricattato: gestiva il Santuario della Bozzola, in provincia di Vigevano. Ma una pista porta anche a Corbetta, nel Milanese

10 GIUGNO 2018

di Attilio Mattioni

PAVIA – C’è stata una sentenza, emessa la scorsa settimana dal tribunale di Pavia, che parte da Vigevano ma che potrebbe aprire un varco nel muro di silenzio che da sempre avvolge la vicenda dei soldi spariti dalle casse del Santuario della Madonna dei Miracoli di Corbetta, nel Milanese.

Il ricatto e la condanna

I giudici hanno condannato Flavius Savu, 36 anni, rumeno, a 5 anni e 6 mesi di reclusione e Florin Tanasie, suo connazionale, a un anno e 8 mesi. I due sono stati riconosciuti colpevoli di aver ricattato don Gregorio Vitali e don Pietro Rossoni, all’epoca dei fatti rispettivamente rettore e vice rettore del Santuario della Bozzola, una chiesa che sorge nei pressi di Vigevano. La coppia di rumeni avrebbe costretto i due sacerdoti a consegnare ingenti somme di denaro in contanti, minacciandoli, in caso di rifiuto, di diffondere alcuni video porno, nei quali don Vitali e altri religiosi avevano rapporti sessuali con Flavius Sanu. Secondo quanto ricostruito in aula, il sacerote avrebbe versato personalmente ai due rumeni almeno 50.000 euro, mentre una richiesta di 250.000 euro fatta alla Curia di Pavia, ha poi fatto scattare l’inchiesta che si è conclusa prima con l’arresto, avvenuto proprio nei locali del Vescovado, e poi con la condanna in primo grado di Savu e Tanasie.

Chiesa omertosa

Per la verità le richieste di condanna da parte della Procura erano state molto più pesanti: il Pubblico ministero Roberto Valli aveva chiesto 10 anni di carcere per Savu e 2 anni e mezzo per Tanasie. L’avvocato Roberto Grittini, che ha difeso Savu, ha dichiarato che “la pena decisa è quasi la metà rispetto a quella richiesta”. Aggiungendo: “In questa vicenda rimangono ancora alcuni coni d’ombra che, grazie all’atteggiamento direi ‘omertoso’ di alcuni rappresentanti ecclesiastici che sono stati sentiti in aula, non sono ancora stati chiariti”.

Il mistero dei soldi spariti

Come non è stata chiarita fino in fondo la personalità di Flavius Savu, che rimane un personaggio strano: frequentatore assiduo, non si sa bene a che titolo, di molti luoghi di culto della zona, era stato visto anche chiedere l’elemosina di fronte al Santuario della Madonna dei Miracoli di Corbetta. Non esiste al momento prova di un suo coinvolgimento nella sparizione dei soldi dalle casse della chiesa corbettese, come non ci sono prove che il rettore del Santuario fosse ricattato: l’unica certezza è la sparizione di oltre mezzo milione di euro delle offerte dei fedeli. Dove sono finiti questi soldi? Nessuno lo ha mai capito.