Vittuone-Arluno, Regione Lombardia senza vergogna: taglia i fondi per la stazione che cade a pezzi, ma spende 643 milioni per il quarto binario

Lavori alla stazione di Vittuone-Arluno prima promessi e poi rinviati dopo il 2029. Regione Lombardia fa tutto di nascosto, ma un’interrogazione di Italia Viva fa emergere la scandalosa verità

di Redazione

VITTUONE-ARLUNO (MILANO) – Mentre sul territorio si spendono 643 milioni di euro per il potenziamento ferroviario della tratta Rho-Parabiago con il quarto binario, la stazione di Vittuone-Arluno resta senza fondi per gli interventi di accessibilità e con lavori rinviati oltre il 2029. È quanto emerge dalla risposta della Regione Lombardia all’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Lisa Noja (Italia Viva) sullo stato della riqualificazione dello scalo lungo la linea S6.

Stazione, lavori dopo il 2029

Dalla risposta regionale risulta che gli interventi — innalzamento dei marciapiedi, ascensori e pensiline — sono inseriti nel Piano Integrato Stazioni di Rfi in un orizzonte successivo al 2029 e che, allo stato attuale, non risultano stanziate risorse dedicate. La Direzione generale Infrastrutture ha inoltre spiegato che prima di quella data non sarebbe possibile intervenire anche per la presenza di altri cantieri ferroviari che impegnano la linea e limitano le finestre di lavoro.

Il divario tra grandi opere e accessibilità

Il quadro evidenzia una distanza evidente tra i grandi investimenti infrastrutturali e gli interventi di accessibilità quotidiana. Da una parte il progetto del quarto binario Rho-Parabiago, parte del potenziamento della linea Rho-Gallarate, dall’altra una stazione utilizzata ogni giorno da pendolari, anziani, famiglie e persone con disabilità che continua a presentare barriere fisiche, a partire dai 26 gradini senza alternative.

La protesta di Mauro Foieni

La risposta regionale ha riacceso la polemica sul territorio. Mauro Foieni, presidente di Italia Viva Zona Bareggio e promotore dell’iniziativa “Mappami”, parla di priorità sbagliate e dell’assenza di un cronoprogramma certo. Secondo Foieni la stazione rischia di restare ancora a lungo inaccessibile senza impegni formali e risorse stanziate, nonostante anni di segnalazioni e mobilitazioni.

Il tema diventa politico e territoriale

Negli ultimi mesi il tema dell’accessibilità della stazione è tornato al centro del dibattito locale con sopralluoghi, dossier inviati a Rfi, Trenord e Regione Lombardia e il coinvolgimento dei sindaci di Vittuone e Arluno. L’obiettivo indicato dai promotori è aprire un confronto istituzionale per verificare se almeno gli interventi di accessibilità possano essere anticipati rispetto ai tempi indicati.

La richiesta: cambiare le priorità

La vicenda riapre il tema più generale della programmazione ferroviaria: come integrare gli investimenti sulle grandi opere con interventi immediati che rendano utilizzabili le infrastrutture esistenti. Sul territorio la richiesta è definire un cronoprogramma pubblico, individuare risorse dedicate e garantire che l’accessibilità diventi parte strutturale dei progetti ferroviari.