Iniziano i giochi per le elezioni 2016. Di Maio incontra i 5 stelle; intanto i tre preparano una confernza stampa

di Elisabetta Mereghetti

“Le abbiamo tentate tutte” ecco l’incipit dell’ultimo discorso dei tre dissidenti Biagio Di Maio, Massimiliano Bianchi e Daniele Portaluppi, i quali approfondiscono questa volta quanto successo a proposito della richiesta all’ex primo cittadino Fabrizio Bagini di introdurre in giunta un nome da loro condiviso. “Ci è stato richiesto, dagli Organi Provinciali del Pd, di fare un nome come figura di garanzia e che potesse essere dal sindaco coinvolto. Abbiamo detto in tutte le salse che sarebbe stato auspicabile un nome da condividere e abbiamo fatto il nome, quale figura di garanzia, di Bianca Canepari”. Così raccontano i dissidenti e continuano: “Le istanze di rinnovamento non sono antitetiche ad una figura di garanzia, a quanto pare, non per il sindaco. Siamo stati chiamati dagli Alti dirigenti del PD ed abbiamo dimostrato estrema disponibilità. Poi il sindaco ha rifiutato. Sulle sue dimissioni, non possiamo che prenderne atto, ma alle nuove elezioni, a questo punto inevitabili, col nostro forte impegno dimostreremo quanto sarà recuperato e quanto il futuro del paese sarà rilanciato. Morto un Papa se ne fa sempre un altro”. I tre di certo stanno già pensando a che partito avvicinarci. In particolare Di Maio, che ha incontrato i 5 Stelle, ma è ancora nel direttivo del Pd. Ma intanto sarà indetta per le prossime settinana una conferenza stampa.

In politica è tutti contro tutti

Scambio di opinioni tra l’ex neo assessore Angelo Poles e l’ex presidente del consiglio Biagio di Maio su Facebook. Venerdì 27 novembre, l’ex sindaco Fabrizio Bagini ha postato sulla propria pagina le motivazioni riguardanti l’assenza al consiglio comunale del 26 novembre, citando inoltre due progetti che si volevano discutere ma che, con il commissario prefettizio “non si potranno più realizzare”. Da questa frase scaturisce una polemica tra il ‘dissidente’ Biagio Di Maio e Poles in cui Di Maio si difende dalle velate accuse mosse da Bagini, rivelando la propria verità sui fatti. Poles risponde a tono, mettendo in discussione le parole del dissidente e citando inoltre vari episodi e affermazioni sconvenevoli. Le ostilità dunque, nonostante le dimissioni, sembrerebbero non essersi placate e l’unica cosa che purtroppo emerge dalla situazione è la volontà di discolparsi, di far sentire la propria ragione, non la volontà di ‘Fare’ per il proprio paese.         El.Me.

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