Il primo impianto ex Bardelli è già autorizzato. Ora spunta l’ipotesi da 50mila metri quadrati nell’ex bosco del Bacin. Tenti: “Non siamo contrari ai data center, ma certe convenzioni non penalizzano i comuni”
VITTUONE (MILANO) – Non uno, ma due data center. A Vittuone il tema non riguarda più soltanto l’impianto già autorizzato nell’area ex Bardelli, ma anche un possibile secondo progetto, molto più grande, che potrebbe sorgere nell’ex bosco del Bacin, al confine con Arluno. È questa la vera notizia emersa dalla conferenza stampa convocata giovedì 9 luglio, alle 11.45, dall’assessore Enzo Tenti. Il primo data center, quello già approvato dalla precedente giunta guidata da Laura Bonfadini, prevede una superficie di circa 15mila metri quadrati e una potenza termica di 298mila watt. Un intervento ormai autorizzato, sul quale la nuova amministrazione guidata dalla sindaca Elena Comerio potrà forse incidere solo in parte, soprattutto sul piano della convenzione.
Il secondo data center nell’ex bosco del Bacin
La novità, però, è un’altra. Secondo Tenti, nel PGT adottato dalla precedente amministrazione ci sarebbe spazio per un secondo data center. E non si tratterebbe solo di una possibilità astratta: un operatore privato, in maniera ufficiosa, si sarebbe già fatto avanti. Il nuovo impianto sarebbe molto più grande del primo: si parla di circa 50mila metri quadrati nell’area dell’ex bosco del Bacin, ai confini con Arluno. Su questo secondo progetto, ha spiegato Tenti, la nuova giunta ha già iniziato a ragionare.
“Non siamo contrari ai data center”
La linea dell’assessore è chiara: non dire no a prescindere ai data center, ma cambiare radicalmente il modo in cui il Comune tratta con i privati. “Non siamo contrari ai data center”, ha detto Tenti, “siamo invece molto critici su certe convenzioni”. Il punto, per l’assessore, è che un data center è un impianto fortemente energivoro, con un impatto urbanistico e ambientale pesante. Per questo, secondo Tenti, il Comune deve pretendere molto di più: non solo oneri una tantum, ma soldi, servizi e recupero energetico.
La convenzione contestata
Il primo data center, quello dell’ex Bardelli, porterà al Comune circa 1,3 milioni di euro di oneri. Una cifra che però Tenti giudica insufficiente o comunque impostata male. “Io non voglio gli oneri”, ha spiegato in sostanza l’assessore. L’idea è che gli oneri vengano monetizzati, trasformati cioè in risorse economiche versate annualmente al Comune e utilizzabili per servizi alla città. Non solo. Tenti ha parlato anche di recupero dell’energia prodotta dall’impianto. Per esempio, l’acqua calda generata dal data center, invece di essere semplicemente raffreddata e dispersa, potrebbe essere utilizzata per alimentare strutture pubbliche, come la piscina Mike Bongiorno, attraverso una sorta di mini teleriscaldamento.
La debolezza della battaglia mai fatta
Resta però un nodo politico. Tenti oggi contesta la convenzione del primo data center, ma quando era consigliere di opposizione a Vittuone non ne fece una battaglia pubblica. La spiegazione data in conferenza stampa è che sarebbe stato inutile parlarne prima, perché la delibera era già stata approvata dalla giunta. Un argomento fragile. Perché se fosse così, le opposizioni dovrebbero restare mute quasi sempre: le battaglie in consiglio comunale spesso si perdono nei numeri, ma si fanno comunque per parlare ai cittadini, costruire consenso e mettere in discussione le scelte della maggioranza. Tenti ha poi aggiunto che la vera battaglia andava condotta dopo la VIA, la Valutazione di impatto ambientale, perché prima sarebbe stata una battaglia “fuffa”.
La stoccata a Del Gobbo
Nel corso della conferenza stampa non è mancata anche una polemica con il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo, nella cui giunta Tenti è stato fino a poche settimane fa vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici. Anche a Magenta, come noto, è in corso l’iter per autorizzare un data center nell’area ex Novaceta. La polemica di Tenti verso Del Gobbo appare però tardiva, visto il ruolo politico e amministrativo ricoperto fino a pochissimo tempo fa a Magenta. Un punto che merita un approfondimento a parte, perché intreccia il tema dei data center con i rapporti sempre più tesi dentro Forza Italia, partito sia di Tenti sia di Del Gobbo.
La sindaca seduta tra il pubblico
Infine, un dettaglio politico non secondario. Durante la conferenza stampa, la sindaca Elena Comerio è entrata in sala e si è seduta tra il pubblico, accanto ai giornalisti, ai consiglieri e agli assessori presenti. Al tavolo, invece, è rimasto solo Tenti. La sindaca non ha preso la parola. Una scelta curiosa, anche perché Comerio è stata assessora nella precedente giunta di centrosinistra, proprio negli anni in cui il tema data center ha iniziato a prendere forma. Alla domanda sul perché la sindaca non intervenisse, Tenti ha risposto che “sta ancora studiando”. Che cosa esattamente, però, non è stato chiarito: le carte, il dossier, il tema politico o la linea da tenere.





