Castano Primo, la città perde la Via Crucis di Previati: andrà a Milano. Bocciato il referendum proposto dall’opposizione, scontro in Consiglio

La maggioranza boccia la mozione sulla Via Crucis di Previati, destinata al Museo Diocesano di Milano, e respinge anche il referendum popolare chiesto dalle opposizioni. In aula esplode il caso Casara: Fontanive parla di “arroganza”, Canziani di “mancanza di rispetto”

di Maurizio Fagnano

CASTANO PRIMO (MILANO) – Il consiglio comunale si è chiuso tra polemiche. La maggioranza ha respinto la mozione presentata dal gruppo “Che bella Castano” per mantenere la Via Crucis di Gaetano Previati in città, opera che sarà trasferita al Museo Diocesano di Milano. È stata respinta anche la proposta di referendum popolare avanzata da Giuseppe Pignatiello e sostenuta da tutte le opposizioni. A far salire la tensione sono state le parole della consigliera Corinna Casara riguardo all’assenza delle minoranze agli eventi dedicati all’opera.

La mozione: “Non rinunciare al patrimonio”

La mozione di “Che bella Castano” chiedeva di non rinunciare alla gestione dei quattordici affreschi realizzati da Previati e di ripensare il trasferimento a Milano, valutando alternative concrete. Il gruppo proponeva di dare piena attuazione al polo bibliomuseale, di coinvolgere scuole e istituzioni culturali e di assumere un impegno pubblico per il recupero delle sinopie nel cimitero. Il gruppo ricordava inoltre che il polo non serve solo a trasferire la biblioteca, ma anche a migliorare l’accessibilità al patrimonio artistico.

Il referendum chiesto da Pignatiello

Giuseppe Pignatiello, capogruppo di Progettando Castano, ha proposto di integrare la mozione con un passaggio per sentire “l’opinione della cittadinanza” tramite un referendum popolare. Ha spiegato che ciò avrebbe permesso di capire se la città fosse favorevole o contraria e ha lanciato la sfida: “Facciamo un referendum, organizziamolo insieme e vediamo cosa succede”. Le opposizioni hanno aderito all’iniziativa, con Marco Fontanive di ATTIVAmente che ha espresso “totale insoddisfazione” per l’operazione. La maggioranza, però, ha respinto la proposta.

Del Curto: “Decisioni impopolari ma necessarie”

L’assessore alla Cultura, Maurizio Del Curto, ha difeso la scelta, rivendicando il coraggio di prendere “decisioni, a volte impopolari, ma necessarie”. Ha ricordato che la proprietà dell’opera resta al Comune, che i castanesi potranno ammirarla gratuitamente esibendo un documento d’identità e che il restauro sarà a carico del Diocesano, in quanto gli strappi mostrano segni di sofferenza. “Non stiamo svendendo niente”, ha sottolineato. Il sindaco Roberto Colombo ha parlato di una scelta ponderata, “che avremmo voluto evitare”, e ha ricordato che il museo civico registrava un basso numero di visitatori.

Lo scontro sulle parole di Casara

La polemica è scoppiata quando la consigliera di maggioranza Corinna Casara, volontaria negli eventi culturali, ha fatto notare che le opposizioni erano sempre assenti agli eventi per visitare le tele. Fontanive ha prontamente replicato: “Con quale diritto e con quale arroganza può dirlo?”, ha chiesto, aggiungendo di aver visto le tele e le opere al cimitero decine di volte. Il capogruppo ha ricordato che l’educazione “non si misura solo con le parole”. Giulio Canziani (Che bella Castano) ha parlato di “mancanza di rispetto”: “Mi sono sentito offeso nella mia dignità”.

Il comunicato delle opposizioni

Ventiquattro ore dopo il Consiglio, le opposizioni hanno diffuso un comunicato congiunto. Hanno giudicato “un fatto a nostro avviso grave” il fatto che la maggioranza abbia bocciato sia la rivalutazione della decisione sia l’emendamento per ascoltare la cittadinanza. Secondo le opposizioni, le opere di Previati “non sono una semplice proprietà amministrativa”, bensì patrimonio artistico, storico e identitario dell’intera città. E hanno aggiunto: “Negare un momento di confronto, di ascolto e di partecipazione pubblica significa calpestare la memoria collettiva”. Hanno chiesto trasparenza e condivisione, “non decisioni calate dall’alto”, e hanno promesso di “battersi in ogni sede” affinché il patrimonio resti al centro dell’attenzione.