L’uomo, un 33enne pluripregiudicato, avrebbe aperto il fuoco alle 4 di notte dopo un diverbio con l’addetto alla sicurezza. E’ stato fermato dai carabinieri all’alba del 21 novembre a Rho (GUARDA IL VIDEO DELLA SPARATORIA)
LAINATE (MILANO) – Nel cuore della notte del 14 settembre 2025, nei pressi di un locale notturno di Lainate, una lite tra un cliente e un buttafuori si è trasformata in una sparatoria. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’avventore – un cittadino italiano classe 1992, pluripregiudicato, ora arrestato – avrebbe esploso sette colpi di pistola contro l’addetto alla sicurezza, un uomo del 1978, che solo grazie alla reazione immediata è rimasto illeso.
LAINATE, IL VIDEO DELLA SPARATORIA
Le indagini
L’episodio sarebbe iniziato intorno alle 4.00, quando la vittima ha invitato più volte l’uomo a lasciare il locale per consentirne la chiusura. Il cliente lo avrebbe inizialmente minacciato verbalmente, per poi allontanarsi in auto. Dopo circa dieci minuti, è tornato armato e, davanti a numerose persone, avrebbe puntato l’arma contro il buttafuori, esplodendo diversi colpi anche a distanza ravvicinata. L’uomo è riuscito a mettersi in salvo riparandosi dietro alcune auto parcheggiate.
33enne arrestato all’alba
Dopo circa due mesi di indagini, condotte dalla Stazione dei carabinieri di Lainate, all’alba del 21 novembre 2025 i militari della Compagnia di Rho, con il supporto delle Aliquote di Primo Intervento del Nucleo Radiomobile di Milano, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Milano. Il sospettato è stato rintracciato a Rho (Milano).
Il materiale sequestrato
Durante la perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno rinvenuto un jammer, una cartuccia calibro 7,62, diversi smartphone e schede sim, oltre a contanti per 10.450 euro e un macchinario conta soldi. L’uomo è stato trasferito nel carcere di San Vittore a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La posizione dell’indagato
Il 33enne è ritenuto responsabile dei reati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Come previsto dalla legge, vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.






