Bernate Ticino, scuola materna: l’opposizione protesta contro i tagli al personale

Il centrodestra attacca la giunta, l’ex sindaca Colombo e l’ex assessora Garavaglia: “Cancellati molti progetti per l’asilo, così la qualità si abbassa” 

di Deborah Alì

BERNATE TICINO (MILANO) – Ancora polemiche sulla gestione dell’asilo comunale Santa Teresa a Bernate Ticino. In una mozione, l’ex sindaco Mariapia Colombo e l’ex assessore Emilia Garavaglia, esponenti della lista civica di centrodestra oggi all’opposizione, hanno sollevato alcune criticità rispetto alle recenti modifiche nella gestione del servizio educativo, chiedendo un intervento urgente da parte dell’amministrazione comunale. 

I cambiamenti nella gestione dell’asilo

“L’anno educativo 2024/2025 della scuola dell’infanzia è iniziato sotto una nuvola di preoccupazioni da parte dei genitori, principalmente a causa dei cambiamenti nella gestione del servizio – denunciano Colombo e Garavaglia – in particolare, il significativo taglio al personale educativo ha avuto un impatto diretto sulla programmazione delle attività scolastiche, creando disagi sia per i bambini che per le insegnanti. Inoltre, l’offerta formativa, che fino a poco tempo fa era considerata un punto di forza della scuola, ha subito un ridimensionamento, con la cancellazione di molti progetti interni che erano molto apprezzati. 

I cambiamenti sollevano dubbi

Un altro cambiamento che ha sollevato dubbi – prosegue la minoranza – riguarda l’eliminazione del corso di inglese, una lingua ormai considerata essenziale nell’educazione moderna. L’insegnamento dell’inglese era stato avviato con successo, ma l’amministrazione ha deciso di interrompere il percorso, ritenendolo non prioritario. Questa decisione ha suscitato un certo disappunto tra i genitori, che avrebbero preferito proseguire con un programma linguistico che avrebbe potuto arricchire ulteriormente la formazione dei più piccoli”.

Parla l’opposizione

Secondo Colombo e Garavaglia, la giustificazione data dal sindaco Alessio Ottolini per questi cambiamenti è stata “esclusivamente di natura economica”: una motivazione che, secondo la minoranza, non tiene conto dell’importanza di mantenere la scuola dell’infanzia come una “vera eccellenza”, in grado di offrire un servizio educativo di alto livello.