Buscate, i debiti della cava salgono a 110.000 euro, ma il sindaco concede la terza proroga. Gaviani all’attacco

Dopo l’attacco di Gaviani sui debiti da 110.000 euro, l’ex leader del centrosinistra afferma: ““Il sindaco considera ogni critica come una questione personale”

di Deborah Alì

BUSCATE (MILANO) – Nuove polemiche sulla cava Campana e dei debiti da 110.000 euro. Dalle pagine virtuali del suo blog, Guglielmo Gaviani risponde alle dichiarazioni che il sindaco Fabio Merlotti (in foto nel riquadro) ha rilasciato nei giorni scorsi in merito alla nuova dilazione dei pagamenti dovuti dai proprietari della cava per affitto e oneri di escavazione, alcuni dei quali risalgono al 2022.

I debiti da 110.000 euro, parla il sindaco

Il debito complessivo ammonta a 110.035,34 euro e sarà saldato a partire dal luglio 2025. Si tratta, come sottolinea Gaviani, della terza proroga concessa in pochi anni. Il sindaco Merlotti aveva dichiarato: “Stiamo parlando di una tematica che, non essendo di tipo ambientale, non rientra tra le priorità di un’associazione ambientalista come il 5 agosto 1991, che anziché farci da avversario politico dovrebbe invece occuparsi di ecologia”.

La risposta di Gaviani

Guglielmo Gaviani, ex leader di centro-sinistra
Guglielmo Gaviani, ex leader di centro-sinistra

Gaviani ha risposto duramente a queste parole, accusando il sindaco di soffrire di una “sindrome del nemico” e di considerare ogni critica come un attacco personale: “Ma seriamente Merlotti pensa che le questioni debitorie non incidano anche sui piani di recupero ambientale della Cava, che si trascinano da anni senza trovare una soluzione?”, sottolineando come i debiti arretrati compromettano il necessario ripristino ambientale del sito.

Un “vuoto” da colmare

L’attività estrattiva della cava Campana ha infatti rimosso circa 200.000 metri quadrati di terra dai boschi, creando una sorta di ‘vuoto’ che necessita di un intervento per la ricostituzione dell’ecosistema. Come sottolineato in tutte le delibere autorizzative, l’obiettivo è quello di ripristinare la continuità boschiva dell’area, ma, secondo Gaviani, i tempi per vedere realizzata questa promessa restano incerti. “Qualcuno, evidentemente, pensa mai!” ha concluso l’ex leader del centrosinistra, denunciando l’apparente mancanza di volontà delle autorità di completare il recupero. 

L’impegno dell’associazione “5 Agosto 1991”

L’associazione 5 agosto 1991, nata nel 2010, si è costituita proprio per contrastare il rischio che la cava diventasse una discarica. Il loro obiettivo, ha spiegato Gaviani, è stato fin dall’inizio quello di ricostituire un tessuto boschivo continuo dal Ticino al parco delle Roggie. Questo processo di recupero ambientale aveva visto un primo successo nel 2000 con l’acquisizione di circa 50.000 metri quadri da parte del Comune e l’iniziale rinaturalizzazione dell’area destinata in passato alla discarica.