Busto Garolfo, guerra legale in vista tra il sindaco Rigiroli e il centrodestra di Marco Binaghi? Lo scenario

La guerra legale tra il centrodestra dei partiti e l’amministrazione è più di un’ipotesi. Un avvocato è già stato incaricato dalla giunta. Intanto Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia optano per la linea del silenzio

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO (MILANO) – Molto più di una diffida. Quella tra l’amministrazione comunale del sindaco Giovanni Rigiroli (a sinistra) e il centrodestra dei partiti guidato da Marco Binaghi (a destra) rischia di diventare una guerra legale con pesanti risvolti giudiziari.

Guerra legale

Infatti, questo è ciò che si legge nella delibera di giunta che, come primo effetto, ha generato la diffida: “Atto di indirizzo in merito all’affidamento di incarico all’avv. Roveda per rappresentanza e difesa del Comune nella fase stragiudiziale di diffida e messa in mora, di negoziazione assistita e per eventuale fase conciliativa”. Costo totale a carico dei cittadini: poco meno di 1.500 euro.

L’ipotesi del risarcimento danni

In altre parole, l’amministrazione – che si è sentita diffamata dalle affermazioni di Marco Binaghi, Sabrina Lunardi (Lega) e Ilaria Cova (Forza Italia) in merito a una presunta negligenza della giunta sulla questione piscina – ipotizza il ristoro del danno subito. Se non basterà una diffida e se la conciliazione tra le parti non andrà a buon fine, allora non è escluso che il Comune, in un secondo momento, possa ricorrere al Tribunale civile, incardinando una causa vera e propria per chiedere un risarcimento danni.

Che fine ha fatto la denuncia?

In Consiglio i partiti del centrodestra si era spinti persino a minacciare una denuncia, paventando illeciti penali. Ma quella denuncia, poi, che fine ha fatto? E’ stata presentata in Procura? Impossibile saperlo, perché Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, dopo i roboanti proclami in aula e dopo ver mostrato i muscoli, si sono chiusi nel silenzio.

Retromarcia

Al netto di un comunicato del 10 gennaio, dove però il centrodestra non ripete più le accuse mosse in consiglio comunale e il linguaggio è decisamente più temperato. Rigiroli, tuttavia, vorrebbe almeno le scuse, perché un conto è la critica politica (anche dura), un altro è l’accusa di aver commesso un reato. La guerra legale si può ancora evitare, ma serve un passo indietro da parte di Marco Binaghi, Ilaria Cova e Sabrina Lunardi.