Casorezzo, giovane replica al rimprovero di un passante con una frase fuoriluogo, il vicesindaco Oldani: “Poteva evitare, ma il verop problema sono i vandali”
CASOREZZO (MILANO) – Il parco inclusivo di via Resegone torna a far parlare di sé, non solo per i ripetuti atti vandalici ai danni dei giochi per i bambini, ma anche per un episodio denunciato da un cittadino (che però ha preferito rimanere anonimo), che vede coinvolto un giovane ragazzo.
Il rimprovero al giovane
Alcuni ragazzini stavano giocando a calcio per strada e un passante li ha rimproverati. Loro hanno continuato, imperterriti. E la questione sarebbe di certo terminata lì, se non fosse che uno di questi ragazzi era il nipote del vicesindaco Pierluca Oldani. E stato lo stesso giovane a dichiararlo (anzi, quasi a ventarsene) di fronte al cittadino che si lamentava e chiedeva divieti da parte del Comune per impedire il gioco del pallone nelle aree limitrofe al parco. Una storia intricata che da un lato vede i cittadini esasperati per i continui atti di vandalismo al parco e dall’altra alcuni giovani che fanno semplicemente una partita a calcio.
La risposta del vicesindaco
Il vicesindaco Oldani, da noi interpellato, ha dichiarato: “A parte il fatto che non era il caso che il ragazzo rimproverato dicesse di essere mio nipote, la questione è un’altra. Nel parco di via Resegone ci sono persone che continuano a rompere i giochi per i bambini e che portano così a un costo per il Comune e per i cittadini, dovuto alla loro sostituzione. Il nostro prossimo passo sarà quello di installare nell’area un sistema di videosorveglianza. Ma per farlo dobbiamo seguire un iter, in modo che sia trasparente e sicuro per i cittadini”.
La richiesta alla comunità
Negli ultimi mesi il bilancio del Comune di Casorezzo è in sofferenza e anche la distruzione dei beni pubblici è un problema. “Tuttavia, invece della repressione, ci vorrebbe – conclude Oldani – una comunità educante che parta dai genitori, dalla scuola ed anche da noi come istituzione. Spiegare e far comprendere di essere una comunità. Di conseguenza, anche le nostre azioni hanno delle conseguenze”.





