L’attacco all’assessore arriva via lettera: “Chi ama il territorio non lo gestisce con un fucile. L’assessore scegla: o l’ambiente o la doppietta”
DAIRAGO (MILANO) – A pochi giorno dalla nomina dei nuovi assessori, arrivano le prime polemiche. Una in particolare: è la lettera di un ex cittadino rivolta al neo assessore Giovanni Colombo. A fare storcere il naso è il fatto che Colombo sia assessore all’Ambiente e al Territorio e sia anche un cacciatore: è proprio da questo paradossale dualismo che nasce la lettera dell’ex cittadino dairaghese.
Le parole di un cittadino
“Non si può affidare un orto a chi ama strappare le radici. Non si può nominare un piromane comandante dei vigili del fuoco, o un ladro direttore di banca con la scusa che conosce il sistema. Eppure è ciò che abbiamo fatto”. Parole durissime, che vogliono far riflettere su una scelta che sembra quasi una contraddizione: nominare come responsabile dell’ambiente e del territorio una persona che – per definizione – “è portatore di una sensibilità predatoria, incompatibile con il concetto di tutela dell’ambiente”. La lettera continua, con la speranza che “non tutto il male venga per nuocere”.
O assessore o cacciatore
La speranza dell’ex cittadino è che “questa nomina, così assurda da sembrare uscita da una distopia burocratica, possa essere l’occasione per un cambio di paradigma. Per chi accetta questo ruolo è il momento di una scelta: la doppietta o l’ambiente. Insomma, l’assessore all’Ambiente o il cacciatore: ma non si possono avere entrambe le cose, non si può rappresentare il vivente se si coltiva l’abitudine a sopprimerlo”.
Non un attacco personale, ma ‘difesa semantica’
E’ importante precisare come questa lettera non sia un attacco personale al neo assessore, bensì “un atto di difesa semantica, ancora prima che ecologica. Perché quando la parola ‘ambiente’ viene snaturata, svuotata, piegata, tutto il nostro immaginario collettivo si ammala. E le istituzioni perdono il loro volto, trasformandosi in maschere grottesche del potere disattento”. Una riflessione importante, che porta i cittadini a chiedersi: “E adesso cosa succede?” La carica da assessore all’Ambiente sarà la motivazione adeguata per appendere il fucile al chiodo? Oppure questa lettera lascerà il tempo che trova? Sul prossimo numero pubblicheremo la replica del diretto interessato.






