Una sola oss in servizio: esplode il caso sicurezza. Cgil: “Inaccettabile”. Replica di Asst: “Ci siamo già attivati”. Incolumità a rischio alla Crm del Fornaroli. Il problema si trascina da anni
MAGENTA (MILANO) – Una sola oss in servizio di notte, 16 pazienti psichiatrici gravi da assistere e un uomo estraneo che entra nell’area della comunità e tenta di forzare la porta della stanza operatori. È accaduto nella notte tra il 3 e il 4 giugno alla Crm di Magenta, la Comunità riabilitativa vicino all’ospedale Fornaroli. Un episodio che non può essere liquidato come una semplice intrusione, perché fa emergere una domanda: chi garantisce la sicurezza durante il servizio notturno? Secondo quanto ricostruito da Libera Stampa l’Altomilanese, quella notte nella struttura era presente una sola operatrice.
L’intrusione di notte
La oss si trovava nella sala dove abitualmente resta tra un giro di controllo e l’altro, quando ha sentito rumori alla porta. In un primo momento ha pensato a un paziente in difficoltà. Si è avvicinata alla porta a vetri, ha spostato leggermente la tendina per controllare, ma fuori non ha visto nessuno. A quel punto è uscita all’esterno e ha notato sul terreno un’impronta di piede nudo. Spaventata, è rientrata e poco dopo l’intruso ha di nuovo cercato di sfondare l’ingresso. Così la oss ha chiamato i carabinieri di Abbiategrasso, che hanno inviato una pattuglia.
La richiesta d’aiuto
Nell’attesa, però, la donna era sola, di notte, con la consapevolezza che un balordo si trovava nell’area. La oss ha quindi contattato una guardia giurata di cui aveva memorizzato il numero sul cellulare: era fuori servizio, ma ha raccolto la richiesta d’aiuto e ha avvisato due colleghi al Fornaroli.
L’uomo individuato nell’area
Poco dopo, le guardie giurate hanno individuato un uomo all’interno dell’area. Era seminudo, aveva un braccio ingessato, una mano ferita, perdeva sangue, era sporco e parlava in modo sconnesso. Con l’arrivo dei carabinieri e del 118, è emerso che si trattava di un italiano di circa trent’anni, residente poco distante con i genitori, uscito di casa e in stato di alterazione per l’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti. L’uomo si sarebbe aggirato nella struttura, avrebbe aperto alcuni armadietti, probabilmente alla ricerca di farmaci, e poi avrebbe tentato di forzare la porta della sala in cui si trovava l’unica operatrice.
Il problema della sicurezza
Nessuna conseguenza, per fortuna. Ma il problema resta. Al Crm, durante la notte, è presente una sola oss, dalle 21 alle 8. Undici ore in cui una sola persona deve occuparsi dei pazienti, dei controlli, delle emergenze interne e anche del rischio intrusioni. La struttura ospita 16 pazienti psichiatrici gravi e gravissimi. Lo stabile è di proprietà dell’ospedale Fornaroli, mentre la gestione è affidata alla Cooperativa sociale Onlus San Giuseppe di Como.
Una sola persona in servizio
Il tema non è la qualità dell’assistenza quotidiana ai pazienti, seguiti da personale sanitario, educativo e assistenziale. Il punto è cosa accade di notte, quando su 20 dipendenti uno solo è in servizio. Che cosa succede se l’operatrice è impegnata con un paziente e, nello stesso momento, un altro ospite ha bisogno di aiuto urgente? Nel 2025, sempre secondo quanto ricostruito, una oss in servizio di notte è caduta, riportando la frattura di un braccio, ma non ha potuto lasciare il lavoro, benché ferita. Dopo l’accaduto è stata inviata alla Cooperativa San Giuseppe una comunicazione formale. Nel documento vengono chiesti l’aggiornamento della valutazione dei rischi, una porta resistente per la stanza operatori, allarmi, dispositivi antipanico, una guardia giurata nelle ore notturne e, nell’attesa, almeno due operatori.
La posizione della cooperativa
Patrizio Tambini, presidente della Cooperativa San Giuseppe, spiega: “La struttura e il servizio sono in carico ad Asst Ovest Milanese, noi siamo degli esecutori. Basta leggere il bando di gara, con il quale ci è stata assegnata la gestione. Abbiamo già fatto presente più volte ad Asst i vari problemi, ma loro sono gli unici a poter intervenire”.
La Cgil: “Inaccettabile”
Netta la posizione della Cgil: “Il rimpallo di responsabilità tra Cooperativa e Asst è inaccettabile. La cooperativa non può definirsi semplice esecutrice e Asst non può continuare a tacere”. La Cgil Ticino Olona, per bocca di Roberto Nania segretario generale e Pietro Coppola, insiste: “Da anni denunciamo i rischi legati alla presenza di una sola persona in servizio durante il turno notturno. Una sola lavoratrice non può garantire nello stesso momento assistenza adeguata alle persone accolte, gestione delle emergenze e tutela della propria incolumità”.
La replica di Asst
In proposito abbiamo interpellato il direttore generale di Asst Ovest Milanese, Francesco Laurelli. L’azienda chiarisce: “Il servizio è regolato dalla convenzione tra Ats e Cooperativa San Giuseppe. Prevede la presenza di ‘almeno un operatore’ di notte. Tale convenzione scadrà nel 2027 e di sicuro vi metteremo mano. Nel frattempo, abbiamo implementato la sicurezza: i passaggi delle guardie giurate, in servizio al Fornaroli, saranno aumentati”.





