Il destino dell’area che ospitò la gloriosa fabbrica di fiammiferi nelle mani di chi la acquisterà all’asta. Per farne cosa? L’ipotesi del centro commerciale fa gola a molti, ma serve il via libera del Comune
MAGENTA (MILANO) – Si avvicina il 23 ottobre, giorno in cui l’area dismessa ex Saffa di via Reno de’ Medici a Pontenuovo di Magenta andrà all’asta. Un passaggio fondamentale per capire quale sarà il futuro di una delle zone strategiche non solo per la città di Magenta, ma per l’intero territorio, di oltre 100.000 metri quadrati. Gli appetiti si sono già scatenati e tra le ipotesi spunta quella di un centro commerciale.
L’asta da 6,7 milioni
A dare avviso della procedura esecutiva è il professionista delegato, l’avvocato Alfonso Martucci, che indica in mercoledì 23 ottobre (alle 14.30 a Milano presso lo studio di in via Aosta) la vendita senza incanto dell’area industriale dismessa costituita da vari edifici, alcuni di grande importanza dal punto di vista storico (come la ex dogana austriaca) e anche architettonico, come la mensa, il teatro e la chiesa, progettati dall’architetto Giovanni Muzio. Il prezzo base è stato fissato in 6 milioni e 700.000 euro, l’offerta minima è di 5 milioni e 25.000 euro con un rialzo minimo di 50.000 euro.
Passaggio storico
Sarà un passaggio storico di uno dei siti più conosciuti e anche amati dai magentini. Lo ha dimostrato la recente giornata Fai con visita al museo che ha custodito le immagini di un tempo della ex Saffa, la storica industria che diede lavoro a centinaia di famiglie e che produceva fiammiferi. Una storia che è continuata con la cartiera fino all’abbandono totale. La ex Saffa versa in stato di degrado assoluto da parecchi anni. All’interno solo rovine, edifici dismessi, documenti dell’epoca che riempiono le stanze. Cosa ne sarà di quel luogo?
Patrimonio da salvare
Alcuni siti verranno salvaguardati, come appunto la ex Dogana, la chiesa (anch’essa da ristrutturare) e le rimanenti parti. Ma cosa sorgerà in quel punto a ridosso della strada statale 11? Il vicesindaco Enzo Tenti non si sbilancia e abbozza: “Potremo cominciare a dire qualcosa soltanto dopo la vendita dell’immobile all’asta. Una volta che sapremo chi sarà la società che se lo sarà aggiudicato ci potremo esprimere. Prima di quel momento parliamo solo di qualcosa che non esiste”.
Il centro commerciale
L’ipotesi che si può azzardare, e che era stata fatta all’inizio di quest’anno, è di una parte produttiva industriale e una parte commerciale capace di garantire i servizi essenziali alla frazione. Senza tralasciare il fatto che un progetto su quell’area non potrà non tenere conto della Vetropack, realizzata nella parte boffalorese dello stabilimento. Ma l’area ex Saffa è enorme ed è evidente che chi investirà non vorrà farci qualche negozietto, ma un vero centro commerciale.
La palla alla politica
Il nostro territorio è pieno zeppo di centri commerciali (e pure di supermercati, che spuntano come funghi: gli ultimi ad Arluno e a Villa Cortese): ce n’è uno a Vittuone, uno a Sedriano, uno a Castano Primo, uno a Rescaldina. Davvero ne serve un altro? E dopo, che ne sarà del commercio locale, già da tempo in sofferenza? Tocca la politica decidere. La giunta di centrodestra, guidata dal sindaco Luca Del Gobbo, deve scegliere il destino di un luogo tanto amato dai magentini, che soffrono nel vederlo in decadenza da tempo memorabile. Hanno seguito la Saffa dalle sue origini al boom degli Anni ‘70 con la massima produzione di fiammiferi, che cessò nel 1985. Fino alla chiusura. Tutti vogliono vedere questo luogo rinascere. Ma come?






