Magenta, esplosione in centro: si indaga su una banda di ragazzini 13enni. Fabbricano bombe carta

Un ordigno artigianale fatto esplodere tra via Volta e via Cavallari, altri episodi in città negli stessi giorni. Nel mirino una dozzina di minorenni, tra gli 11 e i 13 anni. Si riaccende il tema dell’educazione e della responsabilità degli adulti

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – Le indagini sull’esplosione avvenuta mercoledì nel parcheggio tra via Volta e via Cavallari stanno delineando un quadro inquietante: i carabinieri concentrano l’attenzione su una banda di giovanissimi, per lo più tredicenni, ma tra loro anche ragazzi di 11 e 12 anni. Sarebbero loro, secondo gli investigatori, ad aver costruito e fatto esplodere un ordigno artigianale accanto alla sede della Confcommercio, in pieno giorno e nel cuore della città.

“Un terremoto nei box”

La deflagrazione aveva scatenato il panico tra i residenti: “nei box abbiamo sentito un boato, come un terremoto”, racconta un uomo che abita nella zona. Non si tratterebbe di un caso isolato. Negli ultimi giorni Magenta sarebbe stata teatro di almeno altri due episodi simili: uno nel tardo pomeriggio in Galleria Giardini, l’altro la sera nei pressi di Casa Giacobbe, dove i residenti hanno denunciato l’esplosione di petardi e bombe carta, “una raffica continua, l’ira di Dio”. Una sequenza che ha spaventato i cittadini e messo in allarme le forze dell’ordine, ora decise a individuare con precisione i responsabili.

Bravate? Molto di più

A rendere ancora più sconcertante la vicenda è l’età dei sospettati. Ragazzini che dovrebbero essere a scuola o con le loro famiglie e che invece, armati di incoscienza, si trasformano in piccoli vandali capaci di seminare paura nel cuore della città. “Non è solo una bravata – spiegano dal comando dei carabinieri – ma un fatto che testimonia la deriva di certi comportamenti sempre più precoci”. Il fascicolo è aperto: gli investigatori stanno valutando anche l’ipotesi che gli ordigni, rudimentali ma potenzialmente pericolosi, siano stati realizzati seguendo istruzioni trovate online.

Cattaneo (FI): “Responsabilità degli adulti”

Sull’episodio è intervenuta anche Laura Cattaneo, consigliera comunale di Forza Italia, insegnante e madre, che ha voluto condividere una riflessione sulla necessità di una presa di coscienza collettiva. “A muovere questi ragazzi è la noia, la mancanza di modelli e di limiti chiari – spiega –. Gli adulti devono tornare a essere guide, non spettatori”. Parole che invitano a guardare oltre la cronaca e a chiedersi cosa non stia funzionando nel sistema educativo e familiare.

Telecamere, educazione e comunità: ciò che non funziona

Perché, se è vero che Magenta è una città dotata di decine di telecamere, è altrettanto evidente che da sole non bastano a prevenire certi episodi. Qui non si tratta solo di controllo, ma di educazione, di rispetto, di affettività. Di una comunità che deve ritrovare il senso di responsabilità verso i più giovani. Intanto la città resta scossa. In pieno centro, tra le case e le scuole, bande di bambini costruiscono bombe carta e le fanno esplodere per gioco. Ma di gioco, in tutto questo, non c’è davvero più nulla.