Magenta, intervista al sindaco Del Gobbo: “Pronto a ricandidarmi, non temo né Labria né Minardi”

Del Gobbo a tutto campo. Promuove la sua giunta e parla del futuro. Poi una stoccata alle opposizioni: “Il ‘rinascimento magentino’ è già cominciato, solo le opposizioni non se ne sono accorte”

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – Difende i suoi assessori, rivendica che il “rinascimento magentino” è già cominciato e guarda alle prossime elezioni con la serenità di chi, in cuor suo, pensa che rivincerà. Il sindaco Luca Del Gobbo non risparmia critiche ai suoi avversari, ma usa parole di stima verso Giuliana Labria e Silvia Minardi: “Entrambe brave e preparate”.

Sindaco Del Gobbo, partiamo dal gossip politico: davvero se l’è presa perché qualcuno parla male di lei al bar?

“Figuriamoci. Non farei questo mestiere. Io mi riferivo ai gestori di un noto bar del centro, dove sembra che l’amministrazione sbagli sempre tutto. Ho fatto una battuta da ‘toscanaccio’, nulla più”.

Ogni tanto sbagliate, o no?

“Cerco di fare sempre il massimo, ma ovviamente faccio i miei errori. Chi lo nega? Però ai commercianti vorrei dire una cosa”.

Ovvero?

“Chiedo loro di sfruttare meglio gli eventi cittadini, tenendo i negozi aperti. Insomma, di dare una mano alla città. C’è chi critica e basta, ma poi per le luminarie di Natale non mette neppure 100 euro”.

È vero che è scontento di qualche assessore?

“Onestamente no. Con Simone Gelli l’urbanistica e l’edilizia hanno ricominciato a marciare: decine di pratiche ferme sono state sbloccate. E il Documento di Piano ha consentito di mettere mano alle aree dismesse: oggi Novaceta, Saffa ed ex Atm hanno nuovi proprietari, imprenditori che credono in Magenta”.

Soddisfatto anche dei lavori pubblici?

“Direi! Enzo Tenti lavora molto e i risultati si vedono: dal parco del Crocione, agli interventi sugli stadi di Magenta e Pontevecchio, dalla piazza mercato al teatro lirico messo a norma, così come sono state messe in sicurezza scuole e palestre. A breve inaugureremo il palazzetto e abbiamo messo mano al cimitero”.

E gli altri?

“Di Giampiero Chiodini non posso che dire bene: sulla scuola il Piano per il diritto allo studio non ha mai ricevuto una critica in tre anni e sul sociale sono stati potenziati servizi”.

Sì, però costano di più.

“È vero, le tariffe erano ferme da dieci anni. Magenta però, per i servizi a domanda individuale, è tra i comuni con i costi più bassi”.

Veniamo alle quote rosa?

“Certo, mi pare che l’attivismo di Mariarosa Cuciniello sullo sport e le associazioni sia sotto gli occhi di tutti e Stefania Bonfiglio sta lavorando al rilancio del commercio locale”.

Un po’ magro come bottino, non crede?

“Forse, ma il commercio è molto cambiato, perché sono cambiate le preferenze degli utenti, che oggi comprano tanto online. Servono altre soluzioni”.

Non sarà contento anche della sicurezza?

“No, non lo sono. Ma mi dite cosa può fare un sindaco senza mezzi e senza poteri? Per questo abbiamo scritto ad Anci”.

Più mezzi e più poteri. Già, ma dovrebbe darveli il governo e al governo ci siete voi. Per questo non lo criticate?

“Da sindaco, non ho mai avuto problemi a criticare governi di destra o di sinistra”.

Insomma, sembra soddisfatto. Sbagliamo?

“No no, lo sono. Forse le opposizioni non se ne sono accorte, ma il rinascimento magentino è già iniziato”.

A proposito di opposizioni, teme il ‘campo largo’ alle elezioni del 2027?

“Premesso che sono sereno e mi rimetto agli elettori, il ‘campo largo’ è certamente competitivo. Mi chiedo solo come possa Silvia Minardi, dopo 15 anni di liste civiche, tornare con il Pd. Però ho imparato che in politica è tutto possibile”.

Le piacerebbe una sfida con Giuliana Labria?

“Affascinante. Nel 2002 ho vinto io. Sarebbe il secondo tempo”.

Se potesse scegliere il suo avversario, chi tra Minardi e Labria?

“Caspita, mi mette in difficoltà. Sono brave e competenti. Le scelgo entrambe. Se fanno due liste è meglio, per noi sarebbe un po’ più semplice”.