Attacco frontale dei dem al sindaco Luca Del Gobbo che, eletto con una lista civica, passa ora con gli “Azzurri” : “E’ una mossa per fare carriera, ma così tradisce la fiducia dei suoi elettori”
MAGENTA (MILANO) – Una mossa per fare carriera, un tradimento del mandato elettorale. Il Pd, stavolta, entra a gamba tesa sul passaggio del sindaco Luca Del Gobbo (assieme a tutti i suoi accoliti, consiglieri e assessori) in Forza Italia.
L’attacco del Pd a Del Gobbo
Il segretario cittadino dei dem, Matteo Di Gregorio non è mai stato tenero con Del Gobbo. Ma adesso lo scontro sale di livello, perché il Pd parla, in modo plateale, di “interessi personali e partitici” nella scelta del sindaco di aderire al movimento fondato da Silvio Berlusconi, benché per Del Gobbo si tratti più di un ritorno a casa piuttosto che di una nuova casacca.
I risultati delle Comunali 2022
I dem però leggono gli eventi a partire dal giugno 2022, quando si celebrarono le elezioni comunali: “Un sindaco, eletto con una lista civica che ha preso il 22% dei voti (quasi come Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia messi insieme) dovrebbe riflettere su quale sia il ruolo che gli elettori gli hanno affidato”. Il suo passaggio a Forza Italia, infatti, sembra più una mossa per interessi personali e partitici che un atto di servizio verso i cittadini che hanno riposto fiducia in lui, sperando che il suo progetto politico rimanesse lontano dalle dinamiche del centrodestra”.
Del Gobbo tradisce gli elettori?
E qui c’è da poco da dire, perché fu Del Gobbo a volere una lista del sindaco proprio per non immischiarsi con i partiti e allo scopo di convincere gli elettori – fortemente delusi dalle forze politiche di centrodestra – a fidarsi di lui. Non dei partiti, ma di lui personalmente. Per questo il Pd ci tiene a rimarcare che il sindaco ha tradito gli elettori, cioè li ha presi in giro con una lista civica usata come specchietto per le allodole e poi, al momento per lui più opportuno, è salito sul carro di Forza Italia. “Al di là di quello che racconta la maggioranza – aggiungono i vertici del principale partito di opposizione – il Pd continuerà a essere presente e a lavorare con impegno per risolvere i problemi dei cittadini”. Segue chiosa al veleno: “Magenta merita un’amministrazione che pensi al bene della città, e non ai giochi di partito”.
La difesa del sindaco
Il sindaco, finora, si è difeso attaccando. Ma ha evitato con cura di entrare nel merito delle accuse, tutte politiche, che gli muovono i suoi avversari. Del Gobbo, in cuor suo, sa perfettamente che il Pd ha ragione e la sua surreale tesi difensiva (“La lista del sindaco non era una lista civica”) da un lato fa sorridere e dall’altro butta la palla in tribuna per non rispondere.






