Secondo gli inquirenti la brasiliana Adilma Pereira Carneiro vantava “legami criminali” e praticava “magia nera e macumbe”. Un rito di questo genere fu usato anche sul compagno Fabio Ravasio. Lo sconcertante racconto del barista di Parabiago
PARABIAGO-MAGENTA (MILANO) – Una storia di magia nera, macumba, strane morti e criminalità. Sarebbero queste, secondo gli inquirenti, le armi utilizzate da Adilma Pereira Carneiro per convincere amici e parenti a uccidere il suo compagno, Fabio Ravasio, simulando un incidente strada a opera di un inesistente pirata della strada. Un primo criminale all’interno di una storia agghiacciante, che va dalla mantide di Parabiago al misterioso ‘Pa’, un uomo che vive in Brasile e che sarebbe il suo “maestro”, colui che le ha insegnato i segreti della magia nera.
Il primo marito morto
Dal passato di Adilma, intanto, spuntano due mariti. In comune hanno qualcosa di tragico: entrambi sono morti quando intrattenevano una relazione con la 49enne brasiliana. Il primo marito è il padre di Igor Benedito, il ragazzo 25enne che secondo la Procura sarebbe stato alla guida dell’auto killer, che ha investito e ucciso Ravasio, mentre pedalava in sella alla sua mountain bike sulla provinciale che collega Parabiago a Casorezzo. L’uomo, che aveva sposato Adilma, è deceduto in Brasile in circostanze che al momento non sono note e che in ogni caso non sono oggetto di indagine.
Il secondo marito morto
C’è poi il secondo marito, l’italiano Michele Della Malva. Anche lui deceduto durante il periodo della relazione con Adilma. Della Malva, stando alle carte della Procura, sarebbe stato stroncato da un infarto appena uscito dal carcere in semilibertà. E qui la faccenda si complica, perché il secondo marito di Adilma non era in cella per un reato minore, anzi vantava un curriculum criminale di tutto rispetto.
Curriculum criminale
Della Malva – pugliese d’origine, trasferitosi al Nord da ragazzino – era in carcere per scontare una pena di quasi 30 anni per un’impressionante serie di reati: due condanne per omicidio, una rapina a mano armata, vari episodi di ricettazione e persino un sequestro di persona. Gli inquirenti si sono convinti che Adilma, tramite il suo secondo marito, avesse instaurato legami pericolosi con ambienti della malavita, tanto da vantare “relazioni e protezioni criminali indiscutibili” in quel mondo.
Il traffico di droga
Una dozzina di anni fa Adilma fu fermata per un controllo all’aeroporto di Malpensa. Tornava dal Brasile e aveva con sé un grosso trolley. Sottoposto a verifica dalla polizia aeroportuale, il trolley risultò pieno di cocaina, occultata in un doppiofondo. Una montagna di droga: 13,7 chili per la precisione. Da ciò un altro sospetto degli inquirenti: chi muove simili quantità di stupefacenti è per forza inserita – non sappiamo con quale ruolo – in una grande organizzazione criminale. A questo proposito vale la pena ricordare che il business della cocaina, da qualunque parte provenga la merce, in Italia è monopolio della ‘ndrangheta.
Le macumbe con pezzi di animali
Inquietante, poi, il capito della magia nera. A riferirlo è il quotidiano Il Giorno. Lo avrebbe svelato agli inquirenti Massimo Ferretti, il 47enne barista di Parabiago. Nel suo locale, una sera dello scorso maggio, si sarebbe tenuta la riunione decisiva per organizzare l’omicidio di Ravasio. Sconcertante l’interrogatorio di Ferretti: “Adilma è una stregona, ho assistito personalmente all’esecuzione di macumbe. Prendeva pezzi di animali dal macellaio, faceva dei riti. Io ho visto più volte, in casa, pentole con pezzi di carne bolliti, teste di coniglio o qualcosa di simile, da usare per la celebrazione di questi riti”.
La macumba su Ravasio e lo spirito incorporato
Anche il compagno di Adilma, Ravasio, sarebbe stato oggetto di riti magici. “So che aveva fatto macumbe – avrebbe aggiunto Ferretti – nei confronti della suocera e anche nei confronti di Fabio Ravasio”. Non solo: “In una circostanza avevo sentito la ragazza che stava a casa di Adilma per darle una mano dire che Adilma aveva fatto un rito allo scopo di ‘incorporare dentro di sé uno spirito’. Non so che tipo di spirito. Lei l’aveva detto a me qualche mese fa. Me lo disse alla sera. Al pomeriggio Adilma aveva celebrato questo rito.
Lo stregone brasiliane
Magia nera e macumbe, in Brasile, sono pratiche più utilizzate di quanto non si possa credere. Ed è proprio in Brasile che bisogna andare per trovare chi ha insegnato ad Adilma come celebrare questi riti oscuri. “So che sentiva una persona in Brasile, che lei chiamava ‘Pa’. Ho sentito Adilma parlare, in portoghese, con questa persona. So che anche questo ‘Pa’ faceva macumbe e sarebbe stato in grado, per quanto mi diceva Adilma, di incorporare spiriti”.
Il potere di persuasione
Alla maggior parte di noi – donne e uomini nati nel ‘900, in qualche modo figli dell’Illuminismo – stregonerie e macumbe appaiono poco più che una grande carnevalata. Ma non è così per tutti. Tanto che gli inquirenti ritengono che Adilma – grazie alla magia nera, unita ai suoi legami con gruppi criminali di tutto rispetto – fosse in grado di esercitare sui suoi complici un’enorme forza persuasiva, condita se necessario con qualche velata minaccia. Al punto da indurre sei persone a uccidere? La tesi della Procura andrà dimostrata in aula.






