Cuggiono, lo scempio di Iliad: nuova antenna da 31 metri nel centro storico. Il Comune lo vieta, il Governo no. Firma la petizione di Ecoistituto

La richiesta del colosso Iliad arriva ad agosto, forse sperando nel ritardo della risposta per procedere con il silenzio-assenso. La giunta Cucchetti però se ne accorge. Comincia la battaglia. Firma la petizione di Ecoistituto

di Ersilio Mattioni

CUGGIONO (MILANO) – Una colonna di 31 metri, alta quanto un edificio di 10 piani e posizionata nel cuore del centro storico. E’ quanto vorrebbe realizzare l’operatore telefonico Iliad con una semplice comunicazione al Comune di Cuggiono, inviata ad agosto a forse confidando in una mancata risposta per avvalersi del principio del silenzio-assenso.

Il colosso Iliad

“Approfittando del periodo feriale – denuncia Ecoistituto della Valle del Ticino – l’operatore telefonico Iliad ha segnalato al comune di Cuggiono l’intenzione di posizionare un ripetitore telefonico in centro del paese in Via Vittorio Emanuele 17. Stiamo parlando di una colonna di 31 metri ovvero l’altezza di un edificio di dieci piani, un vero pugno nell’occhio dal punto di vista urbanistico”.

Tempo 7 giorni

“Entro 7 giorni – continua Ecoistituto – occorreva che il Comune comunicasse l’indizione della Conferenza dei servizi, ovvero il tavolo dei vari ‘portatori di interesse’: Città Metropolitana di Milano, Regione Lombardia, Ats, Parco del Ticino, Arpa e Soprintendenza per poter prendere la decisione in merito. Se non si attuava tale procedura l’operazione poteva procedere utilizzando il silenzio-assenso”. E proprio qui, secondo l’associazione presieduta da Oreste Magni, risiede la prima furbizia, perché “in pieno agosto può tranquillamente succedere che a causa delle ferie dei dipendenti comunali la comunicazione venga magari letta in ritardo”.

La risposta del Comune

Per fortuna la furbata non è riuscita, “anche se – sottolinea ancora Ecoistituto – la richiesta da parte dell’operatore è stata inviata al comune con Pec il venerdì pomeriggio, quando gli uffici sono chiusi”. Questo ha di fatto ‘bruciato’ 3 (venerdì, sabato e domenica). Ma l’amministrazione del sindaco Giovanni Cucchetti è comunque riuscita a indire nei tempi previsti la Conferenza dei servizi e a convocare tutti gli enti Interessati”.

L’incertezza

“In situazioni normali – spiega Ecoistituto – la conferenza dei servizi non dovrebbe aver dubbi sul non accettare questo posizionamento. Tanto più che una quindicina di anni fa il consiglio comunale di Cuggiono individuò tre aree periferiche da destinare a questo scopo”. Ma lo scorso luglio una disposizione dell’attuale governo nazionale, in deroga a disposizioni precedenti, ha deciso di limitare il potere delle comunità locali, riducendo le competenze dei Comuni in materia di pianificazione territoriale degli impianti radioelettrici”. Insomma, non sappiamo come finirà.

Firmate la petizione

“E allora noi cittadini cosa possiamo fare? Come minimo dobbiamo farci sentire per evitare che questo scempio si realizzi”. Ecoistituto lancia dunque un appello: “E’ partita una raccolta firme, sia per informare più gente possibile sia per impedire questa operazione sconsiderata. Intendiamoci, ognuno di noi ha un cellulare, non siamo quindi contro ‘a prescindere’ alla realizzazione dei ripetitori. Vogliamo però che siano posizionati nelle aree decise dalle comunità locali e non dal semplice interesse degli operatori telefonici”.

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