Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha respinto i ricorsi presentati da Comuni, Parchi e Città Metropolitana: ora la superstrada si può fare
MAGENTA (MILANO) – Il Tar del Lazio ha respinto tutti i ricorsi contro il tratto Abbiategrasso-Magenta della superstrada Vigevano-Malpensa. La sentenza dei giudici amministrativi è stata resa nota nel tardo pomeriggio di venerdì 15 novembre.
Sì alla superstrada
La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha respinto i ricorsi presentati dalla Città Metropolitana di Milano, dai comuni di Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Boffalora sopra Ticino e dal Parco Sud Milano. I ricorrenti avevano chiesto al Tar di bloccare l’iter di realizzazione della tratta che da Abbiategrasso porta a Magenta e della cosiddetta variante di Pontenuovo. I giudici amministrativi capitale hanno però rigettato i ricorsi, affermando che non esiste nessuna illegittimità nella procedura di approvazione del progetto definitivo messo a punto dall’Anas.
Una vicenda lunga 30 anni
Il primo progetto della superstrada Vigevano-Malpensa risale agli anni ’90. Per vederne realizzato un solo pezzo (la tratta dalla Città della Battaglia all’aeroporto) si dovette aspettare il nuovo millennio. Da poco è partita la realizzazione del pezzo da Vigevano ad Abbiategrasso, mentre la tratta da Bià a Magenta è da oltre un decennio al centro di una battaglia legale.
La bocciatura del Tar
Nel 2015 Anas presentò un progetto per collegare Abbiategrasso a Magenta con una superstrada che si sarebbe poi innestata sul tratto già esistente che conduce all’aeroporto. Nel 2018 il progetto diventò esecutivo e l’apertura dei cantieri sembrava imminente. Due coltivatori diretti di Robecco sul Naviglio fecero però ricorso al Tar contro l’esproprio dei loro terreni. Nel gennaio del 2020 i giudici amministrativi gli diedero ragione, mettendo una pietra tombale sopra tutto il progetto.
Il nuovo progetto
Il cosiddetto fronte del sì, guidato oltre che dal Ministero delle infrastrutture e da Regione Lombardia, anche dai sindaci di Robecco, Abbiategrasso e Magenta, non si perse però d’animo. Nel 2021 Anas presentò un nuovo progetto e il Governo nominò un commissario straordinario che velocizzò l’iter del progetto. Il nuovo tracciato, di fatto, si è rivelato molto simile al precedente, anche se alcune richieste di mitigazione ambientale vennero accolte.
Costi alti e forte impatto ambientale
Da quanto si è potuto apprendere, i costi dell’opera sarebbero letteralmente esplosi, passando da 210 a quasi 300 milioni di euro. Il nuovo progetto rimane altamente impattante dal punto di vista ambientale. Infatti prevede una serie di cavalcavia e rotonde lungo tutto il tracciato: una vera e propria colata di asfalto e cemento.
Il nuovo ricorso al Tar
Contro il nuovo progetto è stato presentato infatti un altro ricorso al Tar. Tre comuni della zona, insieme al Parco del Ticino e a Città Metropolitana, hanno chiesto alla magistratura amministrativa di bloccare tutto. Il Tar della Lombardia si è però dichiarato incompetente e ha trasmesso tutte le carte al Tar del Lazio che ieri ha reso nota la sua decisione.
Le conseguenze della sentenza
La decisione dei giudici amministrativi laziali è appellabile al Consiglio di Stato ed è probabile che Città Metropolitana, i Comuni e i Parchi facciano ricorso. A questo punto, però, Anas potrebbe procedere a indire le gare d’appalto e i cantieri potrebbero aprire già subito dopo la prossima estate. L’impressione è che i giochi siano fatti e che la superstrada si farà.






