Vannacci non versa la sua quota, Lega in rosso di 700.000 euro. Malumori nella base mentre si avvicina Pontida

Lo scoop del Fatto Quotidiano: il generale, vicesegretario ed eurodeputato con 500 mila preferenze, non versa nulla alle casse del partito. Crescono i malumori tra i parlamentari che contribuiscono ogni mese

di Redazione

MILANO – Non versa un euro al partito. Nemmeno quel quinto dello stipendio che tutti gli altri parlamentari e senatori della Lega pagano ogni mese. Roberto Vannacci, generale in pensione, promosso vicesegretario federale da Matteo Salvini appena tre mesi fa, continua a tenere chiuso il portafoglio. Lo scoop lo ha firmato Il Fatto Quotidiano, che racconta come l’ufficiale abbia deciso di non contribuire alle casse di via Bellerio. E mentre la Lega deve fare i conti con un bilancio 2024 in rosso di 700 mila euro, tra i militanti e i dirigenti cresce la rabbia: “È normale che noi versiamo tremila euro al mese e lui niente?”, sbotta un parlamentare.

Il conto di tutti, tranne il suo

La regola è chiara: ogni deputato e senatore versa circa 3 mila euro al mese, ogni europarlamentare 2 mila. Ci sono i bonifici di Paolo Borchia (2 mila euro a giugno e 2 mila a luglio), quello di Susanna Ceccardi (6 mila in un colpo solo), persino quello del ministro Giancarlo Giorgetti, puntuale con i suoi 3 mila. Solo Vannacci manca all’appello: nessun bonifico, nessuna erogazione liberale. Zero. E la cosa, nelle segreterie, pesa come un macigno.

I malumori

La situazione crea imbarazzo. Soprattutto tra chi ogni mese versa puntualmente il quinto dello stipendio al Carroccio. Anche perché intanto il tesoriere Alberto Di Rubba e i capigruppo stanno lavorando a un innalzamento delle quote. “È normale che un vicesegretario non contribuisca a sostenere le casse del partito?”, domanda un dirigente intervistato dal Fatto.

Il generale si smarca

Vannacci non arretra di un passo. Intervistato da Giacomo Salvini de Il Fatto Quotidiano, si limita a rispondere: “La questione riguarda me, Salvini e la Lega. E poi io ho un’altra organizzazione che si chiama Il mondo al contrario”. Quando gli chiedono se la finanzia al posto del Carroccio, replica tagliente: “Questo lo dice lei. Ma essendo erogazioni liberali, si chiamano liberali proprio per questo. Arrivederci”.

Una mina dentro la Lega

Il caso non è solo contabile. È politico. Perché Vannacci, con i suoi consensi personali e il ruolo da numero due, rischia di trasformarsi in un corpo estraneo dentro il Carroccio. Alle europee del 2024 è stato eletto eurodeputato con oltre 500 mila preferenze, diventando il più votato della Lega. Un bottino che gli dà la convinzione di poter fare ciò che vuole, anche sfidare le regole interne. E in un partito in crisi di consensi, Salvini non può permettersi di perderlo: il rischio, sussurrano i più preoccupati, è che il generale decida di staccarsi e fondare un suo movimento politico. La sua nomina ha già fatto fuori Andrea Crippa, fedelissimo del leader. Ora la questione soldi apre un nuovo fronte, con i parlamentari leghisti che sborsano puntualmente ogni mese e il generale che, almeno per ora, non tira fuori un centesimo.