Vanzaghello, a processo il pusher che aggredì 2 Carabinieri: incensurato, non finirà in carcere

Aggredì 2 Carabinieri per proteggere la ‘roba’. Al via il processo allo spacciatore violento. E’ accusato di traffico di droga e di resistenza a pubblico ufficiale. Difficilmente finirà in cella

di Deborah Ali

VANZAGHELLO (MILANO) – E’ partito lunedì 9 ottobre il processo al 32enne che, ad agosto, per evitare un controllo in un bar del paese, aveva spedito due Carabinieri al pronto soccorso con una prognosi di 10 giorni. L’episodio si era verificato nella mattinata di sabato 19 agosto. Una pattuglia dei Carabinieri di Castano Primo, di passaggio intorno a mezzogiorno, aveva notato la presenza di un’auto sospetta di colore nero parcheggiata vicino a un esercizio pubblico.

2 Carabinieri notano un’auto sospetta

“Dal controllo immediato della targa – avevano spiegato i militari – è risultato che il proprietario era già sotto sorveglianza dei Carabinieri. I militari hanno proceduto quindi a controllarlo. L’uomo all’inizio si è mostrato collaborante, salvo poi cercare di guadagnare la fuga dopo aver dato una spallata a uno dei 2 Carabinieri. Dopo una colluttazione con i militari, il pusher è stato fermato e perquisito. Gli agenti, nella portiera anteriore sinistra dell’auto, contenuti all’interno di un astuccio, hanno trovato 38 dosi di cocaina pari a 28 grammi e 9 dosi di hashish pari a 27,8 grammi. Per lui è scattato l’arresto”.

32enne senza fissa dimora e incensurato

Lunedì 21 agosto il giovane, di origine marocchina, senza fissa dimora e incensurato, è comparso davanti al giudice del Tribunale di Busto Arsizio, con rito direttissimo, per possesso di droga. Il 32enne è stato poi liberato. Il giudice, pur convalidando l’arresto, lo ha rimesso in libertà. Essendo incensurato, il 32enne difficilmente finirà in carcere pur in presenza di una condanna. L’episodio è l’ennesimo di una lunga serie, che mette in luce la piaga che ormai da diversi anni affligge Vanzaghello. Nonostante il lavoro incessante dei Carabinieri e i continui blitz, i boschi e la periferia della città restano in mano ai pusher.

La rabbia dei cittadini

“Ci vorrebbero più controlli – spiega una giovane – Spesso si vedono clienti che arrivano in treno e si recano in zona ecocentro a piedi passando dalle abitazioni. Sono tutti uguali, stesso modo di vestirsi, stessa andatura e stesso sguardo perso, si riconoscono subito. Spiace che non si riesca proprio a ridare ai cittadini la libertà di passeggiare lungo i sentieri di campagna in tutta sicurezza”.