Droga e armi, operazione dei carabinieri con fulcro a Bollate: esecuzioni e perquisizioni tra Garbagnate Milanese, Novate Milanese, Baranzate, Arese, Senago, Paderno Dugnano, Cantù e Caronno Pertusella. GUARDA IL VIDEO
BOLLATE (MILANO) – Lunedì 3 novembre 2025 i carabinieri del Gruppo di Rho hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Milano, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 11 persone ritenute gravemente indiziate di associazione finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di cocaina. Tre sono state tradotte in carcere, otto poste ai domiciliari. Contestualmente, 27 perquisizioni hanno portato ad altri due arresti in flagranza. Per gli stessi fatti risultano denunciate a piede libero 14 persone. L’operazione ha interessato soprattutto Bollate, con estensioni a Garbagnate Milanese, Novate Milanese, Baranzate, Arese, Senago, Paderno Dugnano, Cantù e Caronno Pertusella.
Il video dell’operazione antidroga
Indagine e provvedimenti
Le attività, coordinate dalla Procura e condotte dalla Tenenza di Bollate nell’arco di sei mesi, hanno ricostruito la struttura del presunto sodalizio, la ripartizione dei compiti, i ruoli apicali, i depositi dove la droga veniva custodita e confezionata e la catena di rifornimento ai distributori finali. L’ordinanza del Gip è stata eseguita in contemporanea nei diversi comuni, con impiego di più reparti del Gruppo di Rho.

La struttura e le modalità
Dalle investigazioni tradizionali (pedinamenti, osservazioni e controlli) e tecniche (intercettazioni telefoniche e ambientali, installazioni di telecamere) sarebbe emersa una gerarchia definita. Al vertice, secondo gli inquirenti, la figura soprannominata “Bad”, un imprenditore edile di 35 anni. Avrebbe gestito approvvigionamento e direzione operativa, coordinando una rete di pusher attivi nelle piazze di Bollate e del circondario. Le aree erano organizzate in “piazze” e “quadrati”. Le dosi, confezionate in cellophane trasparente termosaldato, avevano forma quadrata e i clienti avevano salvato l’utenza del pusher di turno con il nome “Quadrato”. Lo spaccio avveniva in parcheggi, giardinetti, aree di fronte a supermercati ed esercizi commerciali. Ma anche con consegne a domicilio: “pacchetti” recapitati persino da finestre o dentro cartoni della pizza, modalità usata per rifornire i cosiddetti cavallini.

Sequestri, armi e precedenti arresti
Nel corso dell’operazione anche le armi. Sequestrata, a carico del presunto capo, una pistola Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa e 14 cartucce, insieme a 260 grammi di cocaina, 14.240 euro e materiale per il confezionamento. Arrestato un italiano, classe 2003, con 220 dosi di cocaina e 235 euro. Questi risultati si aggiungono ai precedenti interventi della Tenenza di Bollate durante l’indagine: sei arresti in flagranza, due denunce e il sequestro complessivo di 328 dosi di cocaina e 1.820 euro ritenuti provento dell’attività illecita.





