Busto Garolfo, Fratelli d’Italia caccia Patrizia D’Elia e passa da 25 a zero iscritti: dimissioni di massa per protesta. Il caso finisce a Roma

Fratelli d’Italia toglie l’incarico alla coordinatrice cittadina e impone l’appoggio alla lista di Marco Binaghi. Risultato: tutti gli iscritti stracciano la tessera. Bufera sul coordinatore Villani. Inviato report a Roma sul “caso Busto Garolfo”

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO (MILANO) – Domani è il grande giorno: sabato 23 marzo, infatti, sia Insieme per Busto (la civica di Patrizia D’Elia) sia Centrodestra per Busto e Olcella (la lista dei partiti) incontreranno cittadini e giornalisti in due momenti a poca distanza l’uno dell’altro (10.30 il primo, 11.30 il secondo). Ma D’Elia e Binaghi presenteranno i nomi della lista, mentre il centrodestra ufficiale è ancora in cerca di candidati, perché Fratelli d’Italia ne ha combinata una enorme. Un pasticcio, un capolavoro di incapacità politica.

Fratelli d’Italia, l’autogol clamoroso

Due settimane fa il segretario provinciale FdI, Guglielmo Villani (sindaco di Ozzero), ha deciso di revocare D’Elia da coordinatrice cittadina. Al suo posto è arrivato un commissario: il sindaco di Buscate, Fabio Merlotti. Quest’ultimo, lunedì 18 marzo, ha convocato i 25 iscritti per impartire un diktat: tutti devono appoggiare la lista Lega-FI-FdI con Marco Binaghi candidato sindaco. Risultato: tutti (ma proprio tutti i 25 iscritti) si sono dimessi e hanno stracciato la tessera in segno di protesta e per solidarietà verso D’Elia, l’unica candidata che i militanti FdI vogliono appoggiare.

La corrente Mantovani

Villani e Merlotti, dentro Fratelli d’Italia, appartengono alla corrente dell’ex senatore Mario Mantovani, già berlusconiano e poi passato armi e bagagli con Giorgia Meloni. Non sembra casuale, perché Mantovani da trent’anni prova a esercitare la sua influenza su Busto Garolfo, senza mai riuscirci. L’unica vittoria risale al 2009, quando con l’appoggio del Pdl venne eletto Angelo Pirazzini, che però si rifiutò di obbedire agli ordini e finì nella lista nera dell’allora vicegovernatore della Lombardia. Forse è per questo che Patrizia D’Elia (già assessore nella giunta Pirazzini) non poteva essere il candidato sindaco?

Vendette e ripicche

Sembra tutto fuorché politica, ciò che sta accadendo a Busto Garolfo. Da un lato c’è un centrosinistra forte e competitivo, dall’altro c’è una civica di centrodestra (Insieme pe Busto) che sembra avere i numeri per proporsi come alternativa, grazie anche alla popolarità della candidata sindaca D’Elia. E allora che senso, per Fratelli d’Italia, cacciare la propria coordinatrice cittadina per appoggiare un’altra lista con un candidato scelto da Lega e Forza Italia? Una vedetta, una ripicca o più semplicemente la volontà di danneggiare un presunto nemico? Difficile capirci qualcosa.

Zero iscritti, zero candidati, “zero tituli”

La cosa certa è che le geniali ‘pensate’ del segretario provinciale Villani hanno posto il commissario Merlotti in una situazione imbarazzante. Arrivato a Busto Garolfo lunedì 18 marzo, nel giro di tre giorni è riuscito a mettere in crisi un partito con una delle più alte percentuali di tesserati dell’intera zona. Se pensiamo che una città come Legnano non arriva a 50 iscritti e che Magenta ne ha forse 15, allora si comprende come i 25 tesserati bustesi di FdI fossero una grande risorsa. Oggi invece gli iscritti sono zero e sono zero pure i candidati per la lista. Tutto lascia pensare, scomodando il grande Mourinho, che “la stagione finirà con zero tituli”.

Il bar di Fratelli d’Italia

Le cose, del resto, erano cominciate male. Basti pensare che la riunione di lunedì era stata all’inizio convocata in un bar. Il che la dice lunga. Battute a parte (anche perché il vertice FdI è stato poi spostato nella sede del comitato elettorale), resta il problema della lista del centrodestra ufficiale, che non ha candidati. E non è un dettaglio. Così prende quota l’ipotesi di precettare militanti dai paesi vicini, in particolare da Villa Cortese e Arconate. Paradossale, se pensiamo che FdI aveva già il proprio candidato sindaco, prima di gettare tutto alle ortiche.

Le ripercussioni

Con FdI che passa da 25 iscritti a zero, è inevitabile chiedersi chi sia il responsabile di questo pasticcio. Se lo domandano, tra gli altri, alcuni esponenti della corrente di Carlo Fidanza. E puntano il dito, per ora senza dichiarazioni ufficiali, contro la coppia Villani-Merlotti ma anche contro lo stesso Mantovani, considerato il referente più autorevole nel territorio del Castanese-Bustese. L’incidente di percorso potrebbe trasformarsi da una questione locale a una nazionale, proprio nel momento in cui Mantovani sta perfezionando la sua candidatura alle Europee. Giorgia Meloni, per ora, ha dato un via libera di massima (pare senza troppo entusiasmo) ma ancora manca la decisione definitiva. I rumors raccontano che i detrattori di Mantovani dentro FdI abbiamo inviato un report a Roma sul “caso Busto Garolfo”, sostenendo che chi non impedisce di distruggere una sezione a pochi mesi dal voto non sia adatto a ricoprire incarichi di alto livello.