Busto Garolfo, Marco Binaghi: “I parcheggi per i disabili non devono penalizzare i normodotati”. Bufera sulla dichiarazione del consigliere FdI

Scivolone di Marco Binaghi (FdI) durante il consiglio comunale: “I parcheggi per i disabili non devono andare a discapito dei normodotati”. Lega infuriata. Patrizia D’Elia: “Di fronte a queste parole alzo le mani”

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO (MILANO) – In prossimità del parco Falcone e Borsellino non ci sono parcheggi per disabili e ‘Insieme per Busto’ porta il caso in consiglio comunale. Una mozione – quella di Francesco Binaghi e Patrizia D’Elia – che chiunque voterebbe, tranne la maggioranza di centrosinistra che nega il problema. Ma il centrodestra dei partiti riesce persino a fare peggio: “Quello che mi preme dire e che esula dalla mozione – scandisce il capogruppo Marco Binaghi, neo militante di Fratelli d’Italia – è che i parcheggi rosa così come anche i parcheggi per i disabili non devono però andare a discapito di quelli dei normodotati”. L’abbiamo riascoltata tre volte nella convinzione di aver capito male. Invece la frase di Binaghi è proprio questa. In sintesi, i disabili non devono ‘rubareposti alle cosiddette persone normali. Sconsolata la chiosa di Patrizia D’Elia in aula: “Non ho parole, io alzo le mani”.

Il commento di Marco Binaghi

Uno svarione durante la concitazione del dibattito? Abbiamo interpellato il diretto interessato, chiedendogli se volesse scusarsi con le persone diversamente abili. Questa la risposta: “Evidentemente sono state mal interpretate le mie parole. I parcheggi devono essere utili e aumentati a favore di tutta la comunità”. Per la verità, non abbiamo interpretato, bensì virgolettato. Dunque, cosa significa “non devono andare a discapito dei normodotati”? Binaghi, di scusarsi, non ha nessuna voglia e insiste: “Non esagerate a interpretare a vostro modo le mie parole. Arrivederci”.

Incrinati i rapporti con la Lega

Lo scivolone di Binaghi rischia di diventare un caso politico e di guastare i rapporti con la Lega, che sul tema della disabilità – a livello nazionale con Matteo Salvini e a livello locale con Sabrina Lunardi – ha sempre mostrato grande attenzione. Lunardi però, l’altra sera in Consiglio, era andata via prima per un impegno di lavoro ed è venuto meno il suo ruolo di moderazione, più volte svolto in aula per evitare che ai suoi colleghi scappasse la frizione. Ma ormai il danno è fatto, con possibili conseguenze anche sui rapporti tra Binaghi e il suo ‘mentore’, Mario Mantovani. Quest’ultimo, nei panni di imprenditore nel sociale, è sempre stato particolarmente attento alle fragilità e alle disabilità (uno dei primi centri per diversamente abili gestiti dalle Onlus del politico FdI è proprio ‘Il Seme’ di Busto Garolfo). Facile intuire cosa possa pensare Mantovani dell’improvvida uscita di Marco Binaghi.