Busto Garolfo, ‘La Rete’: allenatore mandato via tra le polemiche, ma è bufera sul nuovo mister

Le lamentele dell’ex allenatore: “Licenziato a poche ore dalla partita”. Il presidente de ‘La Rete’, Emilio Crespi: “Una decisione presa da tempo, è deludente che qualcuno voglia screditare la nostra società”

di Alessandro Colombo

BUSTO GAROLFO (MILANO) – Sono settimane di tensione quelle che si respirano all’interno dell’Asd La Rete, società calcistica di Olcella, frazione di Busto Garolfo. Tutto nasce da una segnalazione anonima, nella quale si denuncia il licenziamento — avvenuto senza preavviso — dell’ormai ex allenatore Egidio Castronuovo.
“L’allenatore è stato allontanato dalla dirigenza perché, a detta loro, faceva giocare sempre e solo suo figlio. Ma – ci viene riferito – non è così: anzi, suo figlio era spesso il primo cambio”.

Lo scontro tra il presidente e i genitori

Al termine della partita, la situazione sarebbe poi degenerata: il presidente Emilio Crespi (in foto), interrogato sulla vicenda, avrebbe iniziato a sbraitare davanti a genitori e atleti.
“Gli abbiamo fatto notare che non era né il tempo né il luogo per una discussione simile. Ma lui ci ha risposto di portare pure via i nostri figli dalla squadra”.

Le frasi sessiste del nuovo allenatore

Il lunedì successivo, secondo le ricostruzioni, sarebbe scoppiata una nuova discussione, questa volta a causa di presunte frasi sessiste pronunciate dal nuovo allenatore.
“Nell’altra squadra c’era una ragazza”. Sarebbero queste le parole che hanno fatto esplodere un nuovo confronto, spingendo alcuni genitori – insieme ai figli – a lasciare il team. La frase, considerata di stampo sessista, avrebbe assunto un peso ancora maggiore per la presenza di una ragazza durante gli allenamenti. Un comportamento definito “sbagliato e poco consono”.

Il colloquio con il presidente

Ad alimentare ulteriormente il clima di tensione sarebbe stato anche un colloquio tra genitori e presidente.
Alla richiesta di chiarimenti sul possesso del patentino da allenatore da parte del nuovo tecnico, il presidente avrebbe risposto che “non si tratta di informazioni destinate ai genitori”.

La partitella della discordia

A chiudere la vicenda, quanto accaduto mercoledì 8 aprile.
L’ex allenatore, insieme ad alcuni genitori e atleti, avrebbe affittato un campo adiacente a quello della società per organizzare una partita tra figli e genitori, proprio durante l’orario di allenamento. Una decisione che non sarebbe stata accettata dalla società, la quale — secondo quanto riferito — avrebbe dichiarato di essere “proprietaria del cartellino dei giocatori fino al 30 giugno” e che, fino a quella data, non potrebbero giocare altrove. “Non stanno facendo le cose come dovrebbero — conclude la segnalazione —: sarebbe bastato agire con maggiore trasparenza e onestà, chiedendo scusa quando necessario”.

Il presidente: “Una decisione presa da tempo”

Interrogato sulla vicenda, il presidente Crespi ha cercato di fare chiarezza: “La questione è nata già un anno e mezzo fa quando l’allenatore aveva in squadra suo figlio: questa dinamica andava a incidere sull’utilizzo degli altri ragazzi, che non venivano convocati perché lui doveva far giocare suo figlio”. Secondo il presidente, quindi, si tratta di una situazione tutt’altro che improvvisa: “Già a settembre ho fatto presente che lui non poteva fare più il primo allenatore, ma solo il secondo, proprio perchè non era riuscito a gestire la presenza di suo figlio”.

L’intervento della società

“La società – e non solo il presidente – ha preso la decisione di comune accordo”, spiega Crespi, cercando poi di fare chiarezza sulla recente partita tra figli e genitori. “Si è creato quasi un gruppo dissidente: lui ha allenato questa pseudo-squadra nel campo di fianco a dove ci stavamo allenando noi: una cosa molto antipatica e di slealtà sportiva. A questo punto abbiamo dovuto espellere in maniera formale l’allenatore e lo abbiamo diffidato dall’utilizzare i nostri ragazzi”. E sul discorso dei cartellini: “I ragazzini sono tesserati con noi fino al 30 giugno: se uno di loro si infortuna, i genitori possono poi farmi causa”.

“Il nuovo allenatore lavora bene con i bambini”

Per concludere, il presidente cerca di fare chiarezza anche sul nuovo allenatore, accusato di frasi sessiste e comportamenti poco consoni. “Quando mi è stato segnalato questo allenatore io avevo qualche dubbio – confessa Crespi – dal momento che non era molto vicino al nostro aspetto educativo. Poi l’ho visto sul campo: lavora bene con i bambini, gli insegna a giocare a calcio e non ho mai visto dei comportamenti diseducativi”. Conclude Crespi: “E’ triste che qualcuno voglia screditare la nostra società noi abbiamo 200 ragazzini e adesso porteremo in gita 30 ragazzini di tasca nostra: siamo una società che educa”.