Casorezzo, il destino del cineteatro resta un tabù anche con don Felice 

Il nuovo parroco non vuole rispondere alle domande sul futuro utilizzo dell’edificio: il suo destino è ancora incerto

Di Patrizia Meneghin

CASOREZZO (MILANO) – Torniamo a parlare del destino del cineteatro, un edificio chiuso da vent’anni, che la Parrocchia di Casorezzo aveva inizialmente intenzione di abbattere per fare spazio a un campo da calcio. Nel corso degli anni, la vicenda ha suscitato ampio dibattito, con petizioni, modifiche al Piano di governo del territorio e una causa legale, vinta dal Comune, che ha sancito il non abbattimento dell’edificio. 

Il dibattito sul destino del cineteatro

L’ultima volta che ci siamo occupati della questione, don Eugenio Baio, all’epoca parroco, aveva ribadito la sua posizione di non voler trovare una soluzione per il futuro del cineteatro, nonostante l’allora sindaco Pierluca Oldani si fosse sempre mostrato disponibile ad aprire un tavolo di discussione. Nel frattempo, però, ci sono stati dei cambiamenti significativi: la nuova sindaca Rosella Giola (in continuità con la giunta Oldani) si è trovata a dialogare con un nuovo parroco, don Felice Zaccanti il quale appare invece in discontinuità con don Baio.

Nessuna risposta da don Felice

Don Felice Zaccanti, parroco di Casorezzo

Anche sul cineteatro? In molti lo auspicano, ma don Felice (in foto), da noi interpellato, non ha voluto rispondere. Inutile chiamarlo, mandargli mail o presentarsi alla casa parrocchiale. Tutto inutile. Il cineteatro resta un tabù. E se la sua posizione (avviare un tavolo di confronto positivo e collaborativo con l’amministrazione) resta ferma, per ora il parroco non va al di là di una generica apertura. Peccato, in tanti si aspettavano che il glorioso cineteatro potesse ricominciare a vivere. Invece non è affatto scontato.