Castano Primo, 16enne costretta a prostituirsi con 50 uomini in 3 mesi: in cella il suo fidanzato

Secondo la denuncia, la ragazzina sarebbe stata costretta a prostituirsi per pagare i debiti di droga del suo fidanzato. Lui, un 26enne di Castano Primo, è stato arrestato. L’avvocato difensore: “Caso più complesso di ciò che appare”

di Francesco Colombo

CASTANO PRIMO (MILANO) – Ha fatto scena muta davanti al Giudice per le indagini preliminari il 26enne di Castano Primo arrestato dai Carabinieri di Legnano lo scorso martedì 23 gennaio. Le accuse sono di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, revenge porn, atti persecutori e tentata estorsione. L’uomo, un italo-marocchino nato in Italia, è al centro di una delicatissima inchiesta del pubblico ministero di Milano, Paolo Storari. Secondo la Procura, la 16enne sarebbe stata costretta a prostituirsi dal fidanzato 26enne.

16enne costretta a prostituirsi

La ragazzina sarebbe stata costretta a prostituirsi con almeno 50 uomini in 3 mesi: dal mese di novembre 2023 fino alla scorsa settimana, affinché lui potesse saldare i suoi debiti di droga contratti con alcuni spacciatori. Clienti di ogni tipo, anche insospettabili, per prestazioni sessuali organizzate online, che variavano tra gli 80 e 150 euro. Un quadro dell’orrore, per fortuna venuto alla luce grazie al coraggio della 16enne, che lunedì 15 gennaio ha deciso di dire basta e di troncare la relazione con il compagno.

La denuncia

Nel pomeriggio del giorno seguente, la ragazzina ha raccontato alla madre quello che era stata costretta a subire e la donna, senza pensarci un secondo, ha subito chiamato i Carabinieri, che hanno raccolto una formale denuncia nella stazione di Castano Primo. Stando a quanto dichiarato dalla 16enne, ascoltata in audizione protetta, il suo ragazzo l’avrebbe non solo “picchiata e insultata a più riprese”, ma anche “minacciata di diffondere le foto delle chat con i clienti qualora lei non avesse continuato a prostituirsi”.

Un piano criminale

Alcune delle immagini sarebbero poi effettivamente finite su Instagram, a riprova del “piano criminale” del 26enne. Una storia di assoluto degrado, aggravata dal fatto che alcuni clienti della ragazza minorenne le avrebbero anche fatto assumere droga. Ci hanno pensato i magistrati a porre fine all’incubo, grazie a una vera e propria inchiesta-lampo, condotta in pochissimi giorni dai Carabinieri. Davanti al Gip Alberto Carboni, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo il giudice milanese, ha una “personalità incline alla violenza e, soprattutto, soggetta a scatti d’ira che comportano la totale perdita di autocontrollo”.

Parla l’avvocato

Per il castanese, difeso dagli avvocati Roberto Colombo e Davide Gornati, si profila un lungo periodo dietro le sbarre, nel carcere milanese di San Vittore. La Procura ha già notificato, peraltro, l’avviso di chiusura indagini. “Posso solo dire – ha dichiarato al nostro settimanale l’avvocato Gornati – che la vicenda è molto più complessa di quello che appare. Ora l’obiettivo è quello di valutare la credibilità delle accuse mosse al nostro assistito e compiere indagini difensive. Poi decideremo se chiedere una misura meno restrittiva rispetto alla detenzione in carcere”. Nel frattempo, tremano anche i clienti della 16enne, visto che la ragazza è minorenne: la Procura li sta cercando per valutare se indagarli con le accuse di induzione e sfruttamento alla prostituzione.