Castano Primo, 650.000 euro per la palestra senza aria condizionata: le associazioni fuggono

La nuova palestra di via Acerbi, costata 650.000 euro, è finita al centro delle polemiche: manca l’aria condizionata e le associazioni sportive abbandonano la struttura. Il vicesindaco accusa la vecchia giunta, Pignatiello replica

di Maurizio Fagnano

CASTANO PRIMO (MILANO) – La nuova palestra di via Acerbi è già al centro di una bufera politica e cittadina. Costata 650.000 euro, la struttura – un grande tendone pensato per ospitare attività sportive – si è rivelata inutilizzabile con l’arrivo del caldo estivo: nessun impianto di raffrescamento è stato previsto nel progetto originario. Le associazioni sportive stanno già cercando spazi alternativi e l’Amministrazione attuale punta il dito contro quella precedente, accusandola di “incompetenza” e “spreco di denaro pubblico”.

Rivolta attacca: “Simbolo di incompetenza”

A dare fuoco alle polveri è stato il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Daniele Rivolta, che sui social ha puntato il dito contro la precedente amministrazione guidata da Giuseppe Pignatiello: “Siamo a giugno e questi 650.000 euro di tendone sono già totalmente inutilizzabili. Nel progetto non è stato previsto un impianto di raffrescamento. Purtroppo, i risultati di incompetenza e disinteresse verso lo sperpero di denaro ce li dobbiamo sorbire noi. Hai voglia a parlare di competenza”.

Un debito lungo vent’anni

Rivolta ha anche collegato la questione al piano di risanamento del debito comunale, che include la palestra tra gli interventi da ammortizzare: “tra i 20.000 euro di debito per i prossimi 20 anni ci sono anche le spese per questa struttura concepita male”.

Pignatiello: “Col senno di poi è facile parlare”

Non si è fatta attendere la replica dell’ex sindaco Giuseppe Pignatiello, oggi capogruppo di “Progettando Castano”: “Ho visto il post di un esponente dell’amministrazione che però, a quanto pare, non ha mai smesso di fare opposizione. La palestra ha regalato un impianto moderno alla città. Certo, si può sempre fare meglio, ma col senno di poi è facile parlare”.

Associazioni in fuga dal tendone bollente

Nel frattempo, la situazione pratica è chiara: con l’aumento delle temperature, l’interno del tendone è diventato impraticabile. Diverse realtà sportive locali hanno già iniziato a cercare spazi alternativi per portare avanti le attività estive.
Rivolta insiste: “Ad oggi l’impianto è inutilizzabile. Non ci sono sistemi per il raffrescamento e le associazioni stanno già scappando”.

Una questione politica, ma anche concreta

Mentre il dibattito politico infiamma il confronto tra maggioranza e opposizione, la questione resta concreta: la struttura non può essere utilizzata. Il confronto potrebbe riaccendersi, ma intanto il disagio è tutto delle associazioni e dei cittadini.