Castano Primo, Pd a rimorchio del centrodestra per un dispetto a Pignatiello. Bagarre in Consiglio, accuse a Landini e Colombo: “Che pagliacciata”

“Se non la smettete, chiamo i Carabinieri. Questa è una pagliacciata”. Alta tensione in consiglio comunale a Castano Primo, dopo che Pd e centrodestra si sono coalizzati contro il sindaco

di Ersilio Mattioni

CASTANO PRIMO (MILANO) – I nodi vengono al pettine, le rivalità esplodono. A 40 giorni dalle elezioni comunali la maggioranza (che governa Castano Primo da 10 anni) va in frantumi, complice una bizzarra scelta del Pd di andare a rimorchio del centrodestra, al solo scopo di fare uno sgambetto al sindaco Giuseppe Pignatiello. E così, in consiglio comunale, volano gli stracci: “E’ una pagliacciata”.

La mozione sul campo sportivo

Tutto comincia lunedì 22 aprile, quando il centrodestra chiede che il consiglio comunale discuta una mozione sul campo sportivo, che non è stata inserita nell’ordine del giorno, perché “presenta – spiega il sindaco – problematiche di ordine procedurale, che non potevano essere discusse in aula”. Tesi contestata dal capogruppo del centrodestra, Roberto Colombo: “Il sindaco si è arrogato un diritto che non ha, è il Consiglio l’organo supremo a decidere. Voglio sapere qual è la fonte normativo, in base alla quale è stata presa questa decisione”.

La spiegazione tecnica

Il segretario comunale Lorenzo Olivieri prova a dare una spiegazione: “Il consiglio comunale non deve intervenire sulle procedure amministrative. La mozione si inserisce in un contesto delicato: c’è una procedura di gara in corso e la mozione, se approvata, creerebbe un problema, perché il Consiglio di fatto approverebbe una revoca. E questo non è di sua competenza. Ma se c’è la volontà politica, si può superare questo ostacolo. Invece di scrivere ‘Si approva le revoca del provvedimento’, si cambia con ‘Si invita la giunta a rivalutare’. Il problema dell’ammissibilità verrebbe così risolto”.

I dubbi

Interpretazione legittima, quella di Olivieri, anche se un po’ tirata per i capelli. Il Consiglio infatti può discutere su qualsiasi aspetto della vita amministrativa e ne può discutere nei tempi e nei modi che esso stesso decide. Ne consegue che non possa decidere il sindaco sull’ammissibilità o meno di una mozione, bensì il Consiglio stesso con un voto. Ma questo, lunedì 22 aprile, non viene consentito. Allora Colombo alza i toni: “E’ un abuso del sindaco, qui si ledono i diritti di tutti i consiglieri”. Controreplica di Pignatiello: “State trasformando il Consiglio in una pagliacciata, al solo scopo di creare difficoltà al Comune”.

Pd a rimorchio del centrodestra    

Colombo tiene duro, annuncia l’abbandono della seduta e detta la linea persino al Pd, rivolgendosi alla maggioranza e invitando tutti a uscire dall’aula. Alberto Moiraghi (Comitato) esegue. Lui, del resto, è un consigliere d’opposizione. Ma quello che succede dopo è davvero incredibile. Prende la parola l’assessore Alessandro Landini e dichiara di condividere la posizione di Colombo, poi annuncia che lascerà il Consiglio assieme alla consigliera Elisa De Bernardi e all’assessora Maria Luisa Lodi.

Cose mai viste

Davvero bizzarro l’atteggiamento di Landini e Lodi, soprattutto se si pensa che entrambi, in giunta, hanno approvato la non ammissibilità della mozione del centrodestra e ora in aula cambiano clamorosamente idea, andando a rimorchio dell’opposizione. “Scandaloso”, attacca l’assessore Andrea Osellame. E l’assessora Ilaria Crespi aggiunge: “Questo è un consiglio comunale, non un gazebo da campagna elettorale. State facendo una pagliacciata. Lo dico in particolare ai consiglieri di maggioranza”.

“Chiamo i Carabinieri, è una pagliacciata”

La situazione degenera, perché i consiglieri del centrodestra (assieme ai ribelli della maggioranza) si siedono tra il pubblico e si mettono a fare baccano, urlando e interrompendo più volte la seduta. Si assiste dunque a una scena quasi comica: Colombo e Landini a braccetto, che si scagliano contro l’amministrazione. Al punto che il sindaco è costretto a ricorrere alle maniere forti: “Se non la smettete con questa pagliacciata, chiamo i Carabinieri”.

Lo sgambetto

Politicamente, non ha senso che Landini e il Pd facciano da stampella del centrodestra a 40 giorni dal voto. E la mozione non c’entra nulla. Qui entrano in gioco rivalità e vecchie ruggini. E se l’opposizione fa il suo mestiere (che è anche quello di mettere in difficoltà la giunta), l’impressione è che Landini, Lodi e De Bernardi vogliano solo fare uno sgambetto a Pignatiello per via dello strappo sulla candidatura a sindaco di Landini. Più che politica, sembra l’asilo nido.