Dopo l’incontro di domenica 1 febbraio aspre critiche da Comitato No Polo Logistico e Progettando Castano. Sotto accusa consumo di suolo, salute pubblica e responsabilità politica della giunta Colombo
CASTANO PRIMO (MILANO) – Non solo un momento informativo, ma un passaggio politico preciso. È questo il messaggio che emerge dai comunicati diffusi dopo l’incontro pubblico organizzato dal Comitato No Polo Logistico a Villa Rusconi, dedicato al tema del consumo di suolo e delle sue ricadute su salute, ambiente e futuro del territorio.
Il Comitato: “Stiamo aggravando la nostra salute”
Nel comunicato, il Comitato No Polo sottolinea come l’incontro abbia voluto rimettere al centro il cittadino e il diritto a vivere in un territorio sano. Secondo il Comitato, i contributi degli esperti hanno chiarito che la cementificazione legata alla logistica rappresenta un sacrificio del suolo privo di reale interesse pubblico, aggravando criticità sanitarie già presenti e mettendo a rischio l’equilibrio ambientale del Parco del Ticino.
Il nodo politico: patrocinio negato e presenza della giunta
Tra i punti più critici evidenziati dal Comitato c’è la mancata concessione del patrocinio comunale all’iniziativa. Una scelta giudicata contraddittoria alla luce della presenza in sala del vicesindaco e di alcuni assessori. Questo per il Comitato dimostra come l’importanza dell’incontro fosse riconosciuta nei fatti, ma non formalmente dall’Amministrazione.
Le parole del Vicesindaco e la presa di posizione del Comitato
Durante la serata, secondo il comitato, il vicesindaco ha ribadito che la decisione finale sulla realizzazione del polo logistico spetterà all’attuale maggioranza nel momento in cui arriverà una proposta scritta. Una dichiarazione che il Comitato respinge con fermezza, affermando: “Non accettiamo più la narrazione che colpevolizza costantemente il passato per giustificare le scelte del presente”. Con questo si ribadisce che il destino del territorio è frutto di decisioni politiche attuali, non di automatismi ereditati.
Progettando Castano: salute, ambiente e responsabilità
Sulla stessa linea il comunicato di Progettando Castano, che mette in evidenza come gli interventi dei relatori abbiano mostrato una correlazione diretta tra insediamenti logistici intensivi e l’aumento di malattie croniche, con un impatto sociale ed economico rilevante. Viene inoltre sottolineata la progressiva scomparsa di aree verdi e il rischio di compromissione dell’ecosistema del Ticino, elementi che impongono una riflessione profonda sulle priorità amministrative.
Il confronto con l’amministrazione e le domande aperte
Nei comunicati viene segnalata anche la percezione di scarso coinvolgimento dell’Amministrazione comunale rispetto alle preoccupazioni espresse dai cittadini, con una maggiore attenzione – secondo gli organizzatori – alla ricerca di giustificazioni future piuttosto che a un confronto sul merito delle scelte.
Da qui le domande poste apertamente: può il ritorno economico giustificare un rischio per la salute? E cosa verrà lasciato alle future generazioni, capannoni o possibilità di sviluppo sostenibile?
“Ai posteri l’ardua sentenza”, ma le decisioni sono oggi
Entrambi i comunicati si chiudono con un richiamo alla responsabilità storica delle scelte in corso. Il Comitato ribadisce infine l’intenzione di proseguire la mobilitazione, affinché ci sia una tutela del territorio e non una resa definitiva al cemento.





