Corbetta, delitto di Garlasco: la nuova pista indicata dall’avvocato Grittini

L’avvocato corbettese rispolvera una perizia informatica sul pc di Chiara Poggi: si indaga sul santuario della Bozzola e sui ricatti sessuali. Il testimone chiave pronto a parlare con i magistrati

di Attilio Mattioni

CORBETTA (MILANO) – Grazie all’avvocato Roberto Grittini, si apre una nuova pista sul delitto di Garlasco. I magistrati di Pavia, che indagano sul l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, potrebbero ascoltare Flavius Savu. ll rumeno, al centro della nuova pista, è stato arrestato in Svizzera dopo 8 anni di latitanza. L’uomo è stato condannato in via definitiva a 5 anni di carcere. Il motivo: aver estorto soldi all’allora rettore del Santuario della Madonna della Bozzola per non diffondere video e audio di alcuni incontri a sfondo sessuale. 

Le parole dell’avvocato Robetto Grittini

Il suo legale, l’avvocato corbettese Roberto Grittini, ha confermato che il suo assistito ritiene di aver cose interessanti da dire su quel delitto. “Savu dice c’è un collegamento tra i fatti che riguardano il santuario e il delitto di Chiara Poggi – ha dichiarato Grittini – Magari dice cose molto interessanti”. 

Da dove nasce questa pista

La pista del legame tra i due fatti nasce da una perizia informatica effettuata sul computer di Chiara Poggi. I periti avrebbero accertato che pochi giorni prima di essere uccisa, la ragazza avrebbe cercato su internet informazioni su abusi commessi da preti e informazioni generali sul santuario della Bozzola, dove la giovane è stata, insieme al fidanzato Alberto Stasi (unico condannato per il delitto), nello stesso anno dell’omicidio. 

Al momento nulla di certo

Un’eventuale audizione di Savu come “persona informata sui fatti” non è però ancora stata fissata e al momento non c’è nulla di certo, come conferma lo stesso avvocato Grittini “Se Savu dovrà essere sentito, lo decideranno i magistrati quando rientrerà in Italia”. Ora il rumeno si trova in carcere in Svizzera e ci vorrà almeno un mese e mezzo prima che sia estradato nel nostro Paese.