A Robecchetto, nel Milanese, l’allevamento da 1.900 maiali spacca in due il paese. I cittadini protestano: “Pronti a incatenarci al municipio”

4 APRILE 2018

di Roberta Perera

ROBECCHETTO CON INDUNO (MILANO) – Mentre in quel di Malvaglio gli animi dei membri dell’associazione ‘No porcilaia intensiva’ si scaldano – nei giorni scorsi sono apparsi i primi striscioni di protesta e qualcuno minaccia addirittura di incatenarsi – e il Comune procede ad attento esame delle carte (tempo 45 giorni a decorrere dal 2 marzo per rispondere alle osservazioni inviate dopo il pre-diniego dell’ente nei confronti del progetto presentato dall’azienda agricola ‘Bella Isa’), il giovane imprenditore Fabio Berra decide di intervenire nuovamente nella vicenda che lo vede suo malgrado protagonista.

L’allevatore: “Nessun dibatitto con chi non sa valutare il progetto”

Lo fa attraverso un comunicato stampa firmato di suo pugno di cui chiede la pubblicazione integrale. “In merito a quanto comparso sugli organi di stampa, a chiarimento dei fatti e a tutela della famiglia Berra, la stessa precisa quanto segue: come prerogativa di qualsiasi cittadino, Fabio Berra ha presentato un progetto imprenditoriale all’autorità competente, nei modi e con i contenuti previsti dalla legge. L’unica interlocuzione utile in merito agli sviluppi dello stesso, quindi, è con gli enti preposti alla valutazione e all’autorizzazione ai sensi della normativa vigente. Nel rispetto delle norme, quindi, l’azienda attende le determinazioni degli enti preposti, rispetto alle quali assumerà le decisioni conseguenti, in funzione dei propri interessi come tutelati dalla legge. Non si ritiene pertanto di instaurare un dibattito con soggetti privati non legittimati a valutare il pubblico interesse e che peraltro hanno ampiamente dimostrato di non saper valutare il progetto in termini tecnico-legali”.

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Il maxi insediamento in attesa del via libera

Una dura presa di posizione, quella di Berra, seguita a ruota dalla conferenza stampa istituita dal comitato di cittadini in cui il presidente Giorgio Raimondi e il vice Simone De Dionigi hanno ribadito la propria posizione, e che sembra voler sottolineare il distacco totale da tutto quanto è il dissenso popolare. Dal contenuto si evince, infatti, che solo gli enti dovranno essere giudici della bontà del progetto e decidere se sia meritevole di esecuzione o meno, e ciò sulla base delle caratteristiche dello stesso, oltre che ovviamente nel rispetto della normativa. Nessun altro avrà il presunto potere di intervento in merito, e nessun altro dovrà arrogarsi il diritto di dare consigli non richiesti. D’altro canto, come lo stesso sindaco Giorgio Braga aveva sottolineato presso il parlamentino cittadino, la libertà di impresa è tutelata dalla Costituzione. Berra ha tutto il diritto di procedere come meglio ritiene e d’altro canto, se facesse un passo indietro, sarebbe come a dimostrare che il suo progetto contiene criticità. Al contrario, il giovane imprenditore è pienamente convinto della sua bontà.

La protesta del comitato ‘No porcilaia intensiva’

Sul fronte opposto ovviamente procederà la battaglia dell’associazione ‘No porcilaia intensiva’, che il maxi insediamento di 1.900 suini nei territori di Robecchetto e Malvaglio proprio non lo vuole. Qualcuno tra i suoi membri ha dichiarato che se il progetto dovesse ottenere approvazione arriverà a incatenarsi come segno di dissenso.

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