“Già una volta, nel ’94, il governo Berlusconi cadde perché voleva toccare le pensioni. E fu la Lega a farlo cadere”. Il ‘salviniano’ Cecchetti mette in guardia FI

26 FEBBRAIO 2018

di Ersilio Mattioni

MILANO – Per 13 anni è stato consigliere regionale, “eletto – ci tiene a sottolineare – con i voti della gente, senza pacchetti o voto organizzato”. Stavolta Fabrizio Cecchetti (Lega) tenta il grande e, salvo sorprese, sbarcherà alla Camera dei deputati, forte della sua posizione in lista: è al primo posto nel plurinominale Lombardia 1. Lo ha voluto Matteo Salvini, che considera Cecchetti uno dei suoi fedelissimi.

Consigliere Cecchetti, sicuro che abbandonare Milano per Roma sia la scelta giusta?

“Beh, chiariamo che mai abbandonerò Milano e la Lombardia, a cominciare dal progetto sulla riapertura dei Navigli, per mettere in funzione la più grande idrovia d’Europa. Però, dopo 13 anni in Regione, penso sia arrivato il momento di provare a portare le istanze del nostro territorio in Parlamento. In particolare, mi batterò su tre fronti: l’abolizione della Legge Fornero, l’autonomia degli enti locali, le tasse”.

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Cominciamo dal primo. La Lega va sbandierando l’abolizione della Legge Fornero come cosa fatta, se il centrodestra dovesse vincere. Ma Silvio Berlusconi, il vostro principale alleato, ha già fatto marcia indietro. Come la mettiamo?

“E’ la grande differenza tra Lega e Forza Italia. Ed è un motivo in più per votare per noi. Oltretutto, se fossi in Berlusconi, eviterei di fare troppo lo spiritoso o di tirare troppo la corda. Nel 1994 il suo primo governo andò a casa dopo 6 mesi, proprio perché la Lega gli tolse la fiducia. E lo fece per fermare la riforma delle pensioni”.

Veniamo all’autonomia regionale. Dopo il referendum, in realtà, nulla è successo. L’impressione è che il voto dei lombardi e dei veneti sia stato inutile. Aveva ragione chi parlava di ‘carnevalata’ elettorale. Che ne pensa?

“3 milioni di lombardi che vanno alle urne per chiedere più autonomia non sono possono essere considerati inutili. Anche per questo andiamo a Roma: dobbiamo far valere quelle istanze. Nessuno può disattendere una grande indicazione popolare”.

Tasse, o meglio ‘fal tax’. Si parla di ridurre le aliquote da decenni. Lo hanno promesso tutti quelli che hanno governato, voi compresi. Perché un elettore dovrebbe ancora fidarsi dopo 20 anni di bugie?

“Questa volta la Lega entrerà in Parlamento con un peso politico molto diverso rispetto al passato. E’ vero, siamo stati al governo, ma con il 5%. Ora potremmo avere 3-4 volte i nostri voti e allora non avremo più scuse. Più gente sceglie la Lega, più possibilità ci sono di abolire la Fornero, di aumentare l’autonomia e di ridurre le tasse. Oggi, tra imposte dirette e indirette, si arriva a pagare fino al 50%. Io credo sia immorale”.

Ed è solo per questo che si evade?

“No, i furbi ci sono e ci saranno sempre. Ma gli evasori per necessità diminuiranno con un sistema più equo. Sposo il modello americano: tasse giuste e leggi severissime per chi non le paga”.

Lei andrà in Parlamento, chi si augura prenderà il suo posto in Regione?

“Per la prima volta si possono dare 2 preferenze: a un uomo e a una donna. Io voterò il sindaco di Boffalora Curzio Trezzani e il vicesindaco di Corsico Silvia Scurati. Ecco un’altra differenza tra la Lega e i partiti della coalizione di centrodestra: noi proponiamo solo candidati del territorio”.

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