Elezioni Inveruno, perchè la tenuta Bramasole diventa un caso politico? Il rapporto Bettinelli-Carbone e gli errori del centrodestra

Per comprendere il caso della tenuta Bramasole bisogna andare indietro nel tempo, studiare le carte, indagare e armarsi di tanta pazienza. Il comitato Bramaquiete e il centrodestra sbagliano approccio

di Ersilio Mattioni

INVERUNO (MILANO) – Perché la tenuta Bramasole è diventata un caso politico? Per capirlo bisogna innanzitutto distinguere tra gli insulti sessisti rivolti ai titolari tramite lettera anonima (da condannare in modo netto) e il rapporto privato che intercorre tra gli stessi titolari e la sindaca Sara Bettinelli, rispetto al quale il centrodestra è ampiamente legittimato a chiedere spiegazioni. Anche perché l’agriturismo gestito da Stefano Carbone e dal marito Giulio Guffanti, per esistere, ha avuto bisogno dei permessi del Comune. Dunque, nessuno scandalo se la faccenda sia diventata politica e sia esplosa in campagna elettorale.

Dubbi sulla tenuta Bramasole

Nel settembre 2023 un gruppo di residenti crea un comitato e lo chiama Bramaquiete. Lo scopo è fare chiarezza e fugare una serie di dubbi: sui presunti abusi edilizi, sulle condizioni degli animali e sul disturbo della quiete pubblica. E’ per questo che il comitato presenta una serie di accessi agli atti in comune, al fine di ottenere tutta la documentazione sull’azienda agricola e individuare eventuali criticità. Un’azione assolutamente legittima, che tuttavia scatena la reazione scomposta (e sbagliata) della sindaca Bettinelli.

La reazione di Bettinelli

La sindaca accusa il comitato Bramaquiete di aver presentato “una mole enorme di istanze” e di aver “bloccato gli uffici comunali, oberati di lavoro”. Ma Bettinelli va persino oltre, parlando di “una situazione che ci ha fatto addirittura ipotizzare un esposto per interruzione di pubblico servizio”. Dichiarazioni che stonano in bocca a un primo cittadino, perché l’accesso agli atti è un esercizio democratico e un rappresentante delle istituzioni ha il dovere di rispettarlo e anche di agevolarlo, non di giudicarlo né di minacciare denunce.

La difesa

“Nel corso di questi mesi – spiegano Carbone e Guffanti – abbiamo ricevuto visite e ispezioni da parte di Ats, Nas, Guardie zoofile, Polizia locale, Ufficio tecnico e dipartimento veterinario dell’Ats. Ebbene, nessuno di questi soggetti ha mai sollevato problemi di alcun tipo, né rilevato elementi di criticità. Anzi – continuano i titolari della tenuta Bramasole – ci hanno persino fatto i complimenti per come teniamo gli animali”.

Il passato

Oggi è tutto in regola, quindi. Ma per comprendere interamene la questione è necessario andare indietro nel tempo e questo può essere fatto solo studiando le carte, i documenti, i progetti e gli atti deliberativi del Comune. Anzi, per essere precisi, bisognerebbe cominciare proprio dall’inizio, cioè dalla destinazione originaria dei terreni, perché un tempo, dove oggi sorge la tenuta Bramasole, c’era un campo, una distesa verde.

I rapporti tra la sindaca e Carbone

Altro aspetto sollevato è il rapporto di amicizia tra la sindaca di Inveruno e l’imprenditore Carbone. Bettinelli dice che si tratta di “un rapporto d’amicizia nato all’età di 6 anni e durato fino ad oggi”. Ma il punto non è il rapporto d’amicizia: il comitato Bramaquiete e il centrodestra sbagliano a porre il tema in questo modo. La domanda giusta non è se Sara Bettinelli e Stefano Carbone si conoscano, bensì se abbiano avuto rapporti che incidono sulla sfera pubblica o sull’attività politica. L’impressione è che il centrodestra non abbia il coraggio di porre la vera questione, che non è il volume della musica e neppure le condizioni degli animali.