Il disperato appello di una mamma di Inveruno, nel Milanese, che rivuole sua figlia: “Aiutatemi, non so più come fare. Mia figlia ha 24 anni e vive con un 40enne. E’ lui che le impedisce di avere rapporti con la sua famiglia”

di Deborah Ali

INVERUNO (MILANO) – Il rapporto tra una madre e una figlia è una delle relazioni più profonde e più complesse che ci possano essere. Nessuna legge può costringere una figlia ad amare la propria mamma, anche se lei è disposta a scalare intere montagne per vedere la propria creatura. Lo sa bene Valeria (nome di fantasia), residente a Inveruno, che da alcuni anni non vede più sua figlia nonostante abiti a pochi chilometri di distanza.

L’appello della mamma

“Mia figlia – spiega la donna – vive a Cairate. Lei ha 24 anni ed è andata a convivere con un 40enne. Lui le impedisce di vedermi e di vedere la sua famiglia. Non so più come fare per poter parlare con mia figlia. Non so più dove sbattere la testa”. La disperazione di Valeria è tangibile e, del resto, è difficile non provare compassione per una mamma che da tempo non vede la propria figlia, pur senza giudicare o entrare nel merito della vicenda.

La seconda possibilità chiesta dalla mamma

“Ho 46 anni – continua la donna – e sono mamma di tre figli. Non ho una vita facile. A gennaio diventerò nonna e Dio non voglia che non ci facciano vedere il nostro nipotino. Con mia figlia ho avuto un diverbio, ma tra madre e figlia sono cose che possono succedere. Adesso vorrei ricucire i rapporti e frequentare mia figlia. Voglio conoscere il mio nipotino, vedere dove abitano e magari darle anche una mano. Non ho mai visto la casa di mia figlia. Non so neanche dove si trova. So solo che vive a Cairate con questo uomo di quarant’anni”.

La porta chiusa di una figlia e il dolore di una mamma

Gli scontri tra genitori e figli ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Non esistono famiglie in cui non si affrontino dei momenti di tensione, ma la figlia di Valeria ora ha chiuso le porte. “Il suo compagno – confida la donna – mi è venuto a dire che le mie malattie me le deve curare mio marito e non le devo far pesare su mia figlia. Ma me lo ha detto solo per telefono. Non ha mai avuto il coraggio di venire a parlarmi di persona. Siamo tutti bravi a parlare al telefono, ma perché non viene qui a casa mia?”

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La richiesta alle forze dell’ordine

“Possiamo confrontarci anche in cortile – conclude Valeria – senza salire. Mi sono rivolta ai Carabinieri di Fagnano Olona. Ho chiamato anche la Polizia locale di Cairate. La caserma dei Carabinieri di Cuggiono è al corrente della mia situazione. Ho fatto di tutto per rivedere mia figlia. Adesso non so più che fare. So solo che voglio riabbracciarla”.