A scuola non ci va con regolare certificato medico, ma il professor Stefano Carbone lavora nel suo agriturismo. Dopo le dimissioni da docente, torna sul tema: “Accuse infondate, la mia patologia è seria ed è reale”
INVERUNO (MILANO) – In malattia da professore all’istituto superiore Marcora, ma regolarmente al lavoro presso il suo agriturismo, la Tenuta Bramasole. Un caso diventato nazionale, quello di Stefano Carbone, sollevato da ‘Le Iene’ e diventato virale in poco tempo. Oggi Carbone – intervistato in esclusiva dal nostro settimanale – si mostra dispiaciuto per quello che è accaduto, pur senza indietreggiare. E ribadendo: “La mia patologia è certificata da un medico. Non posso lavorare in classe, perché da un momento all’altro potrei avere attacchi e trovarmi in situazioni imbarazzanti”.
Professor Carbone, dopo le accuse de Le Iene sulla sua malattia, lei si è dimesso da docente. Come mai?
“Mi sono dimesso non per le accuse, ma per rispetto nei confronti degli studenti e della scuola. Non volevo creare situazioni spiacevoli durante la fine dell’anno, specialmente per gli scrutini e gli esami di Stato. Ritengo sia importante evitare fraintendimenti o ripicche che non appartengono al mio carattere”.
Il preside ha parlato di “tante assenze”, ma nel frattempo Lei lavora al suo agriturismo. Come lo spiega?
“La mia attività nell’agriturismo non è in contraddizione con la mia malattia. Ho un certificato medico che giustifica le mie assenze dall’insegnamento. Lavorare nel mio agriturismo mi permette di gestire le mie condizioni in un ambiente che conosco bene e in cui posso ritirarmi, se necessario”.
Il suo disturbo è incompatibile con l’insegnamento ma compatibile con il lavoro in agriturismo?
“Il mio disturbo, purtroppo, può manifestarsi in modo imprevedibile e in classe questa situazione potrebbe diventare non gestibile e imbarazzante. Al contrario, nell’ambiente dell’agriturismo, posso affrontare eventuali attacchi in un contesto più flessibile e controllato”.
Perché secondo lei gli studenti hanno deciso di rivolgersi a ‘Le Iene’?
“Penso che gli studenti, in buona fede, possano essere stati influenzati da un clima di cattiveria tra adulti. Non credo sia partita da loro la segnalazione. Conosco i miei alunni e sono persone brave e di valore, che non farebbero mai del male”.
Lei ha sempre detto che insegnare è la sua passione. È ancora così? Tornerà in cattedra a settembre?
“L’insegnamento rimane una delle mie più grandi passioni, così come il mondo della scuola. Continuerò a collaborare con le mie colleghe del corso, con le quali ho un solido rapporto che dura da anni. Anche durante la mia malattia, ho continuato a essere coinvolto nella preparazione di eventi come la sfilata, dimostrando che il mio impegno nella scuola non si è mai fermato. Tuttavia, le mie condizioni di salute e le circostanze attuali mi portano a riflettere attentamente sul mio futuro e, al momento, a fare un passo indietro”.





