Inveruno, alla Tenuta Bramasole bloccati i posteggi. Il titolare è furioso: “Preso di mira perché gay, la giunta mi ha lasciato solo”

Il Comune risponde al titolare: “La responsabilità è di Città Metropolitana, ma da parte nostra nessun disinteresse”

di Francesco Colombo

INVERUNO (MILANO) –  I paletti – parecchi – sono posizionati a distanza di circa 90 centimetri l’uno dall’altro. Essi sono stati installati da Città Metropolitana per impedire il parcheggio selvaggio degli automobilisti. Ma lui, Stefano Carbone (in foto), titolare della Tenuta Bramasole, non ci sta e rende infuocato il dibattito politico. Pubblica infatti un video sui social in cui denuncia una “disparità di trattamento” rispetto ad altre attività commerciali della zona. Infine, punta il dito contro l’Amministrazione comunale – quella che lui ha sempre appoggiato e sostenuto – per averlo trattato in maniera “tiepida”, anzi “fredda”. 

La denuncia del titolare

“La Città Metropolitana ha rovinato l’immagine dell’ingresso del mio agriturismo – denuncia Carbone – hanno messo paletti ogni 90 centimetri, forse solo per farmi un dispetto. Quali sono le altre attività che hanno avuto un trattamento del genere?”. Prosegue Carbone: “Scarsa manutenzione e spazzatura regnano dappertutto, ma vengono a colpire me”. Il titolare dell’agriturismo poi alza i toni e trasforma la questione in una vicenda politica: “Forse qualcuno vuole colpire me perché do fastidio, o magari addirittura perché sono gay?”.  Infine, l’attacco – significativo, dal punto di vista politico – alla compagine amministrativa di centrosinistra che Carbone ha sempre appoggiato: “Mi hanno trattato in modo freddo, dicendomi sostanzialmente che ero libero di protestare. Sono deluso”. 

La risposta dell’amministrazione comunale 

Sulla vicenda è arrivata a stretto giro la replica dell’amministrazione comunale: “Quando abbiamo appreso che Città Metropolitana stava posizionando i paletti all’esterno della tenuta, abbiamo inviato sul posto la Polizia locale per effettuare un sopralluogo. Da qui è stato preso atto che i dissuasori sono stati posti in numero considerevole e su entrambi i lati della carreggiata. Ciò detto, la posa dei paletti è stata effettuata non dal Comune ma da Città Metropolitana, a cui sono demandati gli interventi di sicurezza stradale sulle strade provinciali. A seguito di segnalazione ufficiale inviata dai diretti interessati agli uffici preposti di Città Metropolitana verranno monitorati gli sviluppi. Si è anche provveduto a dare riscontro ai rappresentanti di categoria che hanno richiesto chiarimenti in merito alla procedura di posizionamento di questi paletti lungo le strade provinciali”.

Il Comune non può intervenire

“Il Comune, allo stato attuale, non ha margini per intervenire, ma le celeri verifiche che sono state demandate alla Polizia locale a seguito di segnalazione dimostrano come, a livello procedurale e come di consueto in queste situazioni, non vi è stato alcun immobilismo. Non c’è stato alcun disinteresse. Ci si è mossi come da prassi, così come abbiamo fatto e così come faremo con tutti i cittadini che ci segnalano un problema”.